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Petroliera russa diretta a Cuba, Putin sfida Trump? In viaggio oltre 700mila barili

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Petroliere in rotta verso L’Avana tra sanzioni, tensioni internazionali e una crisi energetica che continua a mettere sotto pressione Cuba.

In queste ore l’attenzione internazionale si è concentrata su una nuova rotta energetica tra Russia e Cuba, con diverse petroliere in viaggio verso l’isola caraibica cariche di carburante. Le spedizioni arrivano in un momento particolarmente delicato, caratterizzato da carenze di combustibile, blackout diffusi e tensioni legate alle restrizioni imposte dagli United States, che stanno influenzando in modo diretto gli equilibri energetici e logistici del Paese.

Cuba: crisi energetica e conseguenze sull’isola

La situazione energetica cubana resta estremamente fragile. L’isola non riceve forniture regolari di petrolio dal 9 gennaio e da allora affronta una grave carenza di carburante che si riflette in blackout frequenti e prolungati. Secondo diverse ricostruzioni, inclusa quella dell’agenzia Kpler, eventuali scarichi da parte delle petroliere in arrivo rappresenterebbero i primi rifornimenti dopo settimane di interruzione. Tuttavia, non è certo che le autorità statunitensi consentano effettivamente lo scarico nei porti cubani.

Nel frattempo, la crisi energetica ha già prodotto effetti significativi sulla vita quotidiana: interruzioni di corrente diffuse, infrastrutture sotto pressione e difficoltà nell’approvvigionamento di beni essenziali. In alcuni casi, vaste aree del paese sono rimaste senza elettricità per molte ore consecutive, con impatti su ospedali, servizi pubblici e attività economiche. La combinazione tra impianti obsoleti, scarsi investimenti e limitata disponibilità di combustibili ha aggravato una situazione già critica. Come sottolineato anche da osservatori internazionali e da iniziative umanitarie come l’European Convoy to Cuba, la carenza di energia si intreccia con una più ampia difficoltà economica e sociale.

In questo scenario, si inseriscono anche tensioni politiche e dichiarazioni ufficiali che riflettono un clima di forte contrapposizione. Il presidente Díaz-Canel ha ribadito la posizione del governo cubano affermando che «l’aggressore incontrerà resistenza inespugnabile», mentre le dinamiche internazionali continuano a influenzare direttamente la capacità dell’isola di soddisfare i propri bisogni energetici e infrastrutturali.

Perché una petroliera russa è diretta a Cuba: i retroscena del viaggio strategico

Una petroliera russa sottoposta a sanzioni internazionali sta trasportando oltre 700.000 barili di greggio verso Cuba in un contesto particolarmente critico per l’isola caraibica. Secondo i dati forniti da piattaforme di tracciamento marittimo come Kpler e riportati anche da fonti giornalistiche come El País, la nave “Anatoly Kolodkin”, di proprietà della compagnia statale russa Sovcomflot, ha caricato il petrolio l’8 marzo nel porto di Primorsk e si trova in navigazione nell’Atlantico orientale con destinazione finale il terminal di Matanzas, nel nord di Cuba, con arrivo previsto attorno al 23 marzo. Parallelamente, un’altra petroliera, la “Sea Horse”, battente bandiera di Hong Kong, ha movimentato circa 200.000 barili di gasolio caricati al largo di Cipro e successivamente ha seguito una rotta meno lineare dopo aver attraversato il Mediterraneo e l’Atlantico. Attualmente si troverebbe nel Mar dei Caraibi nord-occidentale, a circa 1.500 km dall’isola.

Le spedizioni si inseriscono in un quadro geopolitico complesso, segnato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cuba. Il presidente statunitense Donald Trump ha infatti promosso misure restrittive, minacciando dazi contro i paesi che forniscono carburante a L’Avana, con l’obiettivo dichiarato di esercitare pressione sul governo cubano guidato da Miguel Díaz-Canel.