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Petroliere russe e manovre evasive: cosa succede alle forniture di carburante per Cuba

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Tracker marittimi segnalano che la Sea Horse potrebbe aver scaricato circa 190.000 barili di gasolio a Cuba mentre un altro tanker sanzionato è diretto verso l'isola

Tracker del traffico marittimo e società di analisi segnalano movimenti che potrebbero avere un impatto significativo sulla crisi energetica cubana. Secondo rapporti di intelligence marittima, una nave battente bandiera di Hong Kong, la Sea Horse, probabilmente ha scaricato circa 190.000 barili di gasolio a inizio marzo, un’operazione che se confermata rappresenterebbe il primo rifornimento di prodotto raffinato diretto all’isola da gennaio.

Nel frattempo una seconda unità, la Anatoly Kolodkin, sanzionata dalle autorità occidentali, è segnalata in rotta verso Cuba con un carico molto più consistente di greggio. Questi eventi si inseriscono in un contesto di severo blocco dei rifornimenti imposto dagli Stati Uniti e di una crisi interna cubana caratterizzata da interruzioni elettriche estese e scarsità di carburante.

Le manovre della Sea Horse e le pratiche evasive

Secondo la società di analisi Windward, la Sea Horse era stata rifornita al largo di Cyprus all’inizio di febbraio e aveva inizialmente indicato come destinazione Havana. Per poi cambiare il porto dichiarato in “Gibraltar for orders“, una tecnica usata per eludere l’attenzione su carichi diretti a destinazioni sensibili. Dopo una traversata dell’Atlantico, la nave ha rallentato e si è mossa in prossimità delle acque cubane, fermandosi a oltre 1.300 miglia nautiche e segnalando di non essere sotto comando.

Tecniche di occultamento e segnali spenti

Durante la navigazione la Sea Horse avrebbe spento il proprio AIS, il sistema di identificazione automatica usato per evitare collisioni e tracciare i movimenti. Lo spegnimento dell’AIS, insieme all’assenza di polizze assicurative occidentali, è interpretato dagli analisti come un chiaro indizio di circumventione delle sanzioni. Queste pratiche includono anche soste prolungate, cambi di rotta non dichiarati e possibili trasferimenti carico-contro-carico in mare, tutte tattiche note per mascherare la destinazione finale di petrolio e prodotti raffinati.

L’Anatoly Kolodkin e la sfida al blocco

La Anatoly Kolodkin, una nave segnalata come sanzionata da Stati Uniti, Regno Unito ed Unione Europea, è stata indicata da fonti di monitoraggio come portatrice di circa 730.000 barili di greggio Urals. Secondo i dati analitici disponibili, il carico sarebbe stato imbarcato nel porto di Primorsk e la nave potrebbe raggiungere le acque caraibiche in tempi relativamente brevi, mettendo alla prova la determinazione degli attori che sostengono il blocco.

Possibili scenari all’arrivo

Se uno dei due arrivi dovesse concretizzarsi, si aprirebbero scenari differenti: autorizzazioni internazionali, respingimenti in mare, scarichi clandestini o trasferimenti a terzi. Ogni opzione avrebbe conseguenze logistiche e politiche rilevanti, perché la riconsegna di carburante a Cuba rappresenterebbe non solo un sollievo materiale per la popolazione ma anche una sfida diretta alle misure restrittive imposte dall’esterno.

Ricadute politiche e umane per Cuba

L’isola di circa 9,6 milioni di abitanti sta affrontando una forte contrazione economica accentuata dalla sospensione improvvisa delle forniture dal Venezuela dopo gli sviluppi politici che hanno portato alla rimozione di Nicolás Maduro. La mancanza di carburante ha provocato blackout diffusi e difficoltà nei trasporti e nella distribuzione di beni essenziali. Sul piano internazionale, le mosse russe sono state interpretate come un segnale di sostegno a Havana, mentre gli Stati Uniti continuano a minacciare misure contro chi dovesse rifornire l’isola.

Il Cremlino ha dichiarato di essere pronto a offrire assistenza e le autorità cubane hanno respinto le pressioni esterne, affermando che ogni aggressione sarà affrontata con “resistenza“. Monitoraggio indipendente e fonti governative rimangono al lavoro per verificare i reali movimenti e per valutare le ripercussioni pratiche di eventuali scarichi o trasferimenti, in un quadro che resta altamente volatile e dalle implicazioni immediate per la vita quotidiana dei cubani.