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Piano casa e sconto sulle accise: cosa cambia per alloggi e carburanti

Piano casa e sconto sulle accise: cosa cambia per alloggi e carburanti

Il governo mette sul tavolo fino a 10 miliardi per il piano casa e proroga il taglio delle accise per altre tre settimane, con uno sconto più marcato sul gasolio

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera il 30 aprile 2026 a un pacchetto che unisce politiche abitative e interventi sul costo dell’energia: da un lato il piano casa, dall’altro la proroga per 21 giorni del taglio delle accise sui carburanti. La scelta del governo si concentra su due obiettivi principali: aumentare la disponibilità di alloggi accessibili e contenere gli effetti immediati del caro-carburante, con misure pensate in modo differenziato per gasolio e benzina.

In questo testo si spiegano le direttrici, le risorse previste e le novità normative collegate.

Le linee principali del Piano casa

Il Piano casa è strutturato su più direttrici che, sommate, puntano a rendere disponibili oltre 100mila alloggi tra edilizia popolare e abitazioni a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni. Al centro c’è la riqualificazione del patrimonio esistente: si stima che circa 60mila unità attualmente indisponibili possano tornare sul mercato con interventi di manutenzione e rigenerazione.

Il progetto combina fondi pubblici e investimenti privati, cercando di attivare un moltiplicatore degli investimenti per massimizzare l’impatto delle risorse stanziate.

Rigenerazione e stanziamenti

Per recuperare gli alloggi non assegnabili sono previsti stanziamenti e ricollocazioni di programmi già esistenti: risorse per 1,7 miliardi di euro potranno essere affiancate fino a 4,8 miliardi provenienti dai programmi di rigenerazione urbana, da distribuire ai Comuni tramite DPCM dopo il confronto con l’ANCI.

Complessivamente il governo indica fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche, a cui si aggiungeranno capitali privati per l’attuazione delle diverse direttrici.

Ruolo dei privati e semplificazioni

Il Piano prevede strumenti di semplificazione per attrarre investimenti privati: procedure più rapide, la possibilità di nominare un commissario straordinario per progetti superiori a 1 miliardo di euro e l’adozione di un provvedimento unico di autorizzazione. In cambio, chi investe dovrà destinare una quota significativa alla edilizia convenzionata: l’ipotesi avanzata è che su 100 alloggi realizzati almeno 70 siano venduti o affittati a condizioni calmierate, con sconti nell’ordine del 33% rispetto al prezzo di mercato.

Le norme sugli sgomberi e la loro accelerazione

Parallelamente al decreto-legge, il governo ha presentato un disegno di legge dedicato alle procedure di sgombero degli immobili occupati abusivamente. L’intervento punta a velocizzare le esecuzioni di sfratto introducendo una procedura d’urgenza che consenta l’emissione di un decreto di rilascio entro 15 giorni dal ricorso giudiziario. Nei casi di ritardo è prevista una penale definita: una trattenuta pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine fissato dal giudice.

Obiettivi operativi

Il disegno di legge sugli sgomberi mira anche a recuperare alloggi pubblici oggi occupati illegittimamente: l’obiettivo dichiarato è liberare migliaia di unità, con riferimenti a circa 22mila case popolari considerate occupate in modo non conforme. L’accelerazione delle procedure è pensata per restituire immobili ai proprietari e aumentare l’offerta abitativa disponibile sul mercato, integrando le misure di rigenerazione con strumenti di contrasto alle occupazioni abusive.

Proroga del taglio delle accise e misure per i carburanti

Il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare il taglio delle accise sui carburanti per altre tre settimane (21 giorni), con un’impostazione mirata: il saldo per il gasolio resta confermato a 20 centesimi al litro, mentre per la benzina lo sconto è ridotto a 5 centesimi al litro. La motivazione tecnica è la differenza di andamento dei prezzi: nei giorni precedenti la benzina è aumentata di circa il 6%, il gasolio di circa il 24%, per cui l’intervento è stato concentrato dove la pressione è risultata maggiore.

Finanziamenti e misure collegate

La copertura della nuova proroga dovrebbe prevedere risorse derivate da sanzioni dell’Antitrust e dall’extragettito IVA, oltre a strumenti già utilizzati nelle precedenti misure. È prevista, inoltre, l’estensione del credito d’imposta per l’autotrasporto per contenere i costi delle imprese del settore e prevenire possibili forme di protesta come il fermo dei tir annunciato per fine maggio: il governo ha dichiarato di voler valutare ulteriori interventi dopo il confronto con le associazioni di categoria.

Coperture, impatti e prossimi passi

I tecnici del MEF stanno ancora lavorando alle coperture: le esperienze precedenti danno un’idea dei costi sostenuti (il primo provvedimento di metà marzo fu valutato intorno a 417,4 milioni, mentre una successiva estensione attestò risorse aggiuntive nell’ordine di 500 milioni). Per la nuova proroga si parla di limitare la durata per ridurre l’impatto sul bilancio e non escludere ulteriori interventi mirati per il settore dei trasporti. Sul fronte normativo, il disegno di legge sugli sgomberi dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento prima di entrare in vigore.

Nel complesso, il provvedimento combina misure strutturali e misure temporanee: da un lato investimenti e riforme amministrative per aumentare l’offerta abitativa con l’obiettivo di 100mila alloggi in dieci anni; dall’altro strumenti di breve periodo per mitigare l’aumento dei prezzi dei carburanti e sostenere i settori più esposti. La sfida principale resta l’attuazione rapida e la capacità di trovare le coperture necessarie senza compromettere altre priorità di bilancio.