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Caso Siri, “Mai preso denaro, i miei conti sono a disposizione”

Siri è stato ascoltato dai pm e ha presentato la memoria difensiva: "Mai ricevuto promesse di pagamento o denaro".

armando siri

L’avvocato Fabio Pinelli, difensore di Armando Siri ha fatto sapere che il suo assistito “ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Arata, né da chiunque altro, promesse di pagamento o donazioni di denaro, facenti riferimento al merito della sua attività di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato”.

Nel corso dell’atto istruttorio con i magistrati di Roma, l’ex sottosegretario avrebbe “messo spontaneamente a disposizione dei pm la documentazione contabile nella sua disponibilità, avente ad oggetto il complesso dei propri movimenti bancari e finanziari”. Proprio nella giornata di mercoledì, il premier Conte ha revocato l’incarico a Siri.

Il rapporto con Arata

I magistrati che stanno seguendo l’inchiesta, si stanno concentrando in particolare sui rapporti che legano Armando Siri e Paolo Arata.

Quest’ultimo, indagato anch’esso per corruzione, sarebbe stato interrogato nella giornata di martedì 7 maggio. L’obiettivo è far luce sulla lunga intercettazione ambientale, risalente a settembre, in cui l’imprenditore, parlando con il figlio, avrebbe tirato in ballo il sottosegretario alle Infrastrutture. Siri ha consegnato ai pm tutta la documentazione relativa a scambi di messaggi, telefonici e di posta elettronica avuti con Arata cercando di fare chiarezza sui rapporti istituzionali intrattenuti con l’imprenditore genovese che si sarebbe presentato a lui come portavoce del Consorzio dei Produttori di Energia del Minieolico.

Sollevato dall’incarico

Nella giornata di mercoledì, Giuseppe Conte ha deciso per la revoca del sottosegretario Siri, indagato per corruzione. Il decreto di revoca è stato adottato dal premier, dopo un lungo dibattito in Cdm che la Lega ha definito “civile e pacato”. I ministri Bongiorno e Salvini avrebbero ribadito “fiducia nel premier ma anche difesa nei confronti di Armando Siri, innocente fino a prova contraria”. La riunione è durata circa due ore, e non c’è stata alcuna votazione.

Sia Conte che Di Maio avevano ribadito più volte nei giorni precedenti la loro contrarietà a procedere con la votazione.

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