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Portaerei Ford: 326 giorni in mare e rientro a Norfolk tra operazioni e problemi a bordo

Portaerei Ford: 326 giorni in mare e rientro a Norfolk tra operazioni e problemi a bordo

La grande portaerei nucleare è rientrata in Virginia dopo un anno in mare, con ruoli chiave in operazioni contro il narcotraffico, la cattura di Nicolás Maduro e l'azione contro l'Iran

La USS Gerald R. Ford è tornata a Naval Station Norfolk dopo un dispiegamento lungo e complesso che ha coperto 326 giorni, il più esteso per una portaerei statunitense dalla fine della guerra del Vietnam. Il rientro, accolto dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, segna la conclusione di un periodo in cui il gruppo d’attacco ha operato tra Mar dei Caraibi e Medio Oriente, alternando compiti di proiezione di potenza e supporto a operazioni speciali.

In prima linea rimaneva la missione di mantenere prontezza e sicurezza mentre l’equipaggio affrontava difficoltà logistiche e incidenti non legati al combattimento.

Al momento dell’arrivo sono rientrate, oltre alla portaerei, la USS Bainbridge e la USS Mahan, e nelle ore precedenti alcune squadre aeree avevano già fatto ritorno alle loro basi. Le immagini delle riunioni tra marinai e famiglie hanno sottolineato l’impatto umano del lungo impiego: per migliaia di persone quel giorno ha significato la fine di un prolungato periodo di separazione.

Il gruppo ha ricevuto un importante riconoscimento formale, a evidenza del valore attribuito al servizio compiuto durante il dispiegamento.

Partenza e deviazioni operative

Il gruppo d’attacco è salpato da Norfolk il 24 giugno 2026 come parte di un dispiegamento di routine verso l’Europa, ma la rotta è stata ridefinita da esigenze operative. Invece della sola presenza europea, la portaerei è stata deviata verso il Mar dei Caraibi per sostenere l’Operazione Southern Spear, una campagna mirata al contrasto del narcotraffico e di reti terroristiche.

In questo contesto la forza navale ha offerto supporto a un’operazione che il 3 gennaio ha portato alla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, un’azione che ha richiamato attenzione internazionale e intensificato il ruolo del vettore come piattaforma di comando e controllo.

Percorso verso il Mediterraneo e il Mar Rosso

Successivamente, su disposizione del comando politico e militare, la Ford è stata inviata verso il Medio Oriente per aumentare la pressione su Iran. Il gruppo ha partecipato alle fasi iniziali delle operazioni dalla regione del Mediterraneo, transitando poi attraverso il Canale di Suez fino al Mar Rosso. Durante questi spostamenti la nave ha mostrato la sua capacità di spostare rapidamente potenza aeronavale attraverso aree strategiche, svolgendo compiti che vanno dalla deterrenza alla capacità di condurre attacchi e operazioni di controllo marittimo.

Incidenti a bordo e interventi di riparazione

Il lungo periodo in mare non è stato esente da problemi tecnici e situazioni d’emergenza. A marzo si è verificato un incendio nella lavanderia della nave che, secondo i resoconti, ha richiesto oltre 30 ore per essere domato completamente; l’incidente ha privato circa 600 marinai della loro branda e ha portato al trattamento di due membri dell’equipaggio per ferite non gravi. In precedenza si erano manifestati disagi legati al sistema igienico-sanitario, con interruzioni parziali del servizio che hanno aggravato le difficoltà quotidiane del personale.

Rotta verso Creta per riparazioni

Per risolvere alcuni dei problemi emersi la nave ha effettuato una sosta a Creta, dove sono stati condotti lavori di manutenzione temporanea e controlli tecnici necessari a ripristinare la piena operatività. Queste fermate dimostrano come anche le unità più avanzate, pur dotate di tecnologie all’avanguardia, dipendano dalla logistica e dal supporto portuale per mantenere livelli operativi elevati durante dispiegamenti prolungati.

Riconoscimenti, numeri e confronto storico

Al ritorno la portaerei e il suo gruppo di attacco hanno ricevuto la Presidential Unit Citation, un segno formale di apprezzamento per il servizio svolto. Il segretario Hegseth ha lodato l’equipaggio per la costanza e la dedizione, evidenziando il ruolo del vettore come strumento centrale della politica estera e della difesa. Il dispiegamento di 326 giorni ha superato il precedente record moderno di 294 giorni detenuto dalla USS Abraham Lincoln durante la pandemia del 2026, pur restando sotto il primato della USS Midway, che nel 1972-73 aveva toccato i 332 giorni.

Il ritorno a Norfolk chiude una fase intensa che ha messo alla prova capacità operative, resilienza dell’equipaggio e meccanismi di supporto logistico. La vicenda della USS Gerald R. Ford mette in luce come la proiezione di potenza contemporanea unisca aspetti tecnici, politici e umani, richiedendo adattamenti rapidi e costanti per rispondere a crisi e imprevisti. Per le famiglie e per il personale è stato un momento di sollievo e celebrazione, ma anche l’occasione per valutare l’impatto di dispiegamenti così prolungati sulla vita a bordo e sulla prontezza futura.