Un tabloid vicino al Cremlino ha rilanciato una narrazione insolita: secondo un’intervista definita dalla testata stessa «non cristiana», il «spirito» dell’ex leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky sarebbe stato evocato da due medium, Anna Pechuyeva e Anna Ilyina, che avrebbero compiuto il rito bruciando una banconota da 100 rubli. Il pezzo, pubblicato su Komsomolskaya Pravda, mescola elementi di cronaca, occulto e previsioni geopolitiche e ha subito suscitato ampia attenzione sui social e tra gli osservatori internazionali.
Il richiamo allo spiritismo non è isolato: discorsi passati di Zhirinovsky continuano a circolare online e vengono spesso descritti come profetici. In particolare, un intervento alla Duma del dicembre 2026 è tornato a essere citato per la sua apparente precisione nel prevedere la data e l’ora dell’invasione su larga scala in Ucraina. Va ricordato che Zhirinovsky è morto all’età di 75 anni nell’aprile 2026, poco dopo l’inizio dell’offensiva russa su larga scala in Ucraina, fattore che alimenta la mitologia attorno alla sua figura.
Previsioni attribuite allo «spirito»
Nel corpo dell’intervista i medium riportano varie predizioni che toccano scenari internazionali: una possibile intesa tra Russia e Ucraina in arrivo in autunno, accompagnata però dall’ipotesi che il conflitto si protrarrà fino al 2027. Tra le affermazioni più nette emerge l’immagine che l’Ucraina verrà «fetta per fetta», mentre gli Stati Uniti sarebbero destinati a frantumarsi «come l’Unione Sovietica», scivolando in una fase di disgregazione che produrrebbe nuovi centri di potere territoriale. Sempre secondo le medium, lo spirito avrebbe anche predetto problemi di leadership per Donald Trump e addirittura un tentativo di attentato da parte di un ex alto ufficiale militare.
Minaccia nucleare e contesto mediorientale
La componente più allarmante delle profezie riguarda il Medio Oriente: l’intervista afferma che un conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran potrebbe portare all’uso di armi nucleari, con pesanti conseguenze per Israele e ampie ondate di rifugiati verso la Federazione russa, generando tensioni etniche. Sul tema della possibile escalation globale, però, il presunto messaggio dello spirito rassicura in modo netto: la crisi ucraina non sfocierebbe in una Terza Guerra Mondiale perché «è già stato deciso», parole che veicolano l’idea di piani geopolitici già confezionati e non divulgati al pubblico.
Pratiche, simboli e richiami alla sopravvivenza
Tra visioni geopolitiche e scenari catastrofici spuntano consigli molto concreti: lo spirito avrebbe ripetutamente esortato i russi a piantare patate, suggerimento interpretato come una forma di prepperismo rurale in chiave culturale. Il rito stesso — bruciare una banconota da 100 rubli per evocare l’entità — è raccontato nel dettaglio e serve a legare la dimensione simbolica dell’atto a pratiche esoteriche oggi in aumento nel Paese. Il fatto che una testata come Komsomolskaya Pravda pubblichi tali contenuti mette in luce una commistione tra informazione popolare e folclore politico contemporaneo.
Reazioni politiche e mediatiche
Questo episodio arriva in un clima di crescente attenzione verso pratiche occulte in Russia: la pubblicazione ha suscitato critiche e prese di distanza, mentre il Cremlino e ambienti ufficiali oscillano tra sufficienza e condanna. In dicembre il presidente Vladimir Putin aveva bollato l’occulto come «scemenza», accusandolo di fuorviare il pubblico e di spingere le persone «in un angolo oscuro», espressione che segnala una diffidenza istituzionale verso fenomeni di massa non controllati dai media tradizionali.
Implicazioni e conclusioni
Al di là dell’effetto spettacolare, la vicenda solleva questioni concrete: la diffusione di predizioni pubblicate da testate rilevanti può influenzare l’opinione pubblica, amplificare paure e alimentare tensioni sociali. La circolazione di messaggi sulla possibilità di atti violenti, disgregazione statale o uso di armi nucleari impone ai lettori di mantenere un atteggiamento critico e di verificare le fonti. Infine, la storia si intreccia con la situazione dei media indipendenti; come sottolineato in appelli recenti, giornali e testate che resistono alle pressioni governative rischiano repressioni legali e sono costretti a cercare sostegno internazionale per continuare a informare in modo indipendente.