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Prossimi colloqui di pace ad Abu Dhabi: cosa è emerso dopo gli incontri a Ginevra

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Dopo incontri a Ginevra con inviati Usa, Kiev prevede colloqui trilaterali ad Abu Dhabi per definire garanzie di sicurezza e piani di ricostruzione

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aspettarsi un nuovo ciclo di colloqui di pace a inizio marzo ad Abu Dhabi, possibile seguito delle consultazioni svoltesi a Ginevra cui hanno preso parte funzionari ucraini, rappresentanti russi e inviati statunitensi. In un breve intervento serale, Zelensky ha messo in chiaro che i progressi diplomatici devono tradursi in garanzie di sicurezza tangibili prima di pensare a incontri bilaterali di vertice. La data, però, resta da confermare dagli organizzatori.

Cosa è emerso a Ginevra
A Ginevra si sono svolte consultazioni concentrate soprattutto sugli aspetti economici e infrastrutturali della ricostruzione. Alla tavola hanno partecipato il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov, l’inviato speciale americano Steve Witkoff e altri membri legati all’amministrazione statunitense. Le discussioni hanno esplorato scenari operativi e linee guida pratiche da adottare nelle fasi successive dei negoziati, con l’obiettivo di mettere ordine nelle priorità e nei bisogni concreti del paese.

Un documento per la ricostruzione
Al termine delle riunioni Umerov ha presentato un documento dettagliato pensato come quadro di riferimento per i prossimi round negoziali. Secondo i partecipanti, il testo contiene punti di convergenza preliminari su finanziamento, logistica e priorità infrastrutturali e può fungere da base per negoziazioni tecniche successive. Il passo seguente sarà affinare quel documento e avviare scambi tecnici tra esperti per trasformare le intese di massima in proposte operative concrete.

Chi c’era e com’è andata all’Hotel des Bergues
Le riunioni si sono svolte all’Hotel des Bergues di Ginevra. Oltre ai già citati, erano presenti l’inviato economico russo Kirill Dmitriev e Philipp Hildebrand, vicepresidente di un fondo d’investimento statunitense. Fonti russe precisano che Dmitriev non ha avuto contatti diretti con delegati ucraini durante le sessioni ufficiali, anche se non si escludono scambi tecnici informali non resi pubblici. La partecipazione di figure finanziarie internazionali ha reso evidente quanto la componente economica sia cruciale per qualunque piano di ricostruzione.

Il ruolo dei soggetti economici
La presenza degli operatori finanziari segnala che la ricostruzione non è solo una questione politica: è anche gestione di capitali, garanzie e strutture di investimento. I rappresentanti economici hanno sottolineato la necessità di strumenti di finanziamento chiari e di meccanismi di controllo affidabili; senza questi, sarà difficile attrarre capitali privati e istituzionali. Nei prossimi giorni sono attesi approfondimenti sui dettagli finanziari e sulle modalità operative per coinvolgere attori internazionali.

Scetticismo sulle scadenze
Nonostante le mediazioni, un accordo di pace definitivo sembra ancora lontano. Gli Stati Uniti auspicano la fine del conflitto entro l’estate, ma scadenze simili in passato non hanno prodotto risultati concreti. Dalla parte russa, il ministro degli Esteri ha respinto l’idea di ultimatum, spiegando che Mosca opera per obiettivi piuttosto che per scadenze imposte dall’esterno.

Tra cautela e realismo
Il clima rimane prudente: Zelensky ha ribadito che non accetterà vertici senza garanzie verificabili, mentre la Russia ha escluso termini temporali prefissati. Il nodo è trovare un equilibrio tra misure di sicurezza effettive e la tutela della sovranità ucraina. Sul tavolo ci sono proposte di monitoraggio internazionale, meccanismi di responsabilità e clausole esecutive, ma restano aperti dubbi su risorse e fiducia reciproca — due elementi essenziali perché qualunque accordo tenga sul lungo periodo.

Cosa può offrire un formato trilaterale
Zelensky ha prospettato un formato trilaterale con terze parti come facilitatori e garanti. Se il meeting si terrà ad Abu Dhabi, potrebbe servire a definire clausole di sicurezza, strutture per la ricostruzione e meccanismi di monitoraggio indipendenti. Tuttavia, finché non saranno chiariti punti chiave — garanzie di sicurezza, controlli e piani finanziari credibili — la strada verso un trattato resta incerta. Nei prossimi giorni le delegazioni dovranno mettere a punto procedure di verifica e calendarizzare fasi realistiche: da questi dettagli dipenderà la concreta possibilità di un incontro tra i due presidenti.