Il 13 marzo 2026 il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha rivolto agli iscritti un appello a impegnarsi attivamente nella campagna per il sì al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Nella lettera il leader del partito ha sottolineato l’importanza di spiegare le motivazioni del voto non soltanto nelle iniziative pubbliche e nei comitati per il sì, ma soprattutto nei rapporti personali: con familiari, colleghi di lavoro e amici, in ogni ambiente frequentato. L’obiettivo dichiarato è far arrivare a quante più persone possibile un’informazione corretta e completa, favorendo così la partecipazione e il confronto civile.
Nel richiamo ai militanti Tajani ha definito la consultazione popolare come un’occasione storica per cambiare alcuni aspetti del sistema giudiziario, insistendo sul fatto che la proposta non mira a scontrarsi con la magistratura nel suo complesso ma a migliorarne il funzionamento. Ha invitato a un impegno capillare, dall’attività nei comitati all’informazione nelle comunità locali e nelle realtà degli italiani all’estero, per spiegare in termini concreti cos’è in gioco e come la riforma intende intervenire sulle garanzie e sulle procedure.
L’appello e i punti centrali della lettera
Nella comunicazione ai tesserati Tajani ha rimarcato alcuni punti chiave: la proposta punta a garantire una netta separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante e a rafforzare la terzietà del giudice. Secondo il segretario, si tratta di misure che favoriscono un equilibrio tra gli attori del processo e riducono le interferenze delle correnti interne, evitando che orientamenti ideologici condizionino l’esercizio del potere giudiziario. L’esortazione ha richiamato anche il valore del garantismo come principio fondante del movimento, presentando la riforma come risposta alle istanze di tutela degli innocenti e di effettività delle pene per i colpevoli.
Cosa significa votare sì
Secondo Tajani, votare sì equivale a scegliere una giustizia che sia al tempo stesso più equa per i cittadini e più libera da condizionamenti impropri. Il segretario ha spiegato che l’obiettivo è proteggere i diritti degli innocenti e al contempo garantire strumenti efficaci per contrastare la criminalità, rafforzando l’autonomia dei magistrati rispetto alla politica e alle logiche correntizie. Nel richiamare figure come Giovanni Falcone, Giuliano Vassalli e Sabino Cassese, Tajani ha collocato la proposta nel solco di un patrimonio culturale di riforme e principi giuridici condivisi oltre gli schieramenti.
La mobilitazione internazionale e l’appello alla comunità italiana
L’impegno sul territorio si è esteso anche alle comunità all’estero: a Londra il Circolo MIE ha organizzato un incontro informativo sulla riforma, con una sala affollata e partecipazione anche online. All’evento, promosso in collaborazione con il Comitato Nazionale Cittadini per il Sì, sono intervenuti rappresentanti istituzionali e legali che hanno spiegato gli aspetti tecnici del testo e il ruolo degli italiani all’estero nella consultazione. Tajani ha chiuso i lavori con un intervento in videocollegamento, ribadendo il valore della partecipazione civica e l’importanza che anche chi vive fuori dall’Italia prenda parte al dibattito democratico.
Interventi e approfondimenti
Durante l’incontro londinese sono intervenuti, tra gli altri, Luigi Billè del Movimento Italiano in Europa, Valeriano Drago in qualità di presidente del Circolo MIE di Londra, Alessandro Cattaneo, e avvocati e responsabili dei comitati per il sì. Gli ospiti hanno alternato analisi istituzionale e spiegazioni tecniche, soffermandosi su strumenti come il sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno e sulle ricadute pratiche della separazione delle carriere. Si è trattato di un momento di confronto utile a chiarire dubbi e a costruire argomenti concreti per il dibattito pubblico.
Prospettive politiche e richiami culturali
Il messaggio di Tajani mette in evidenza che la consultazione non è soltanto una questione di partito ma un tema di interesse generale, richiamando la necessità di una riforma percepita come strumento di modernizzazione dello Stato. La lettera ricorda il peso storico del garantismo nel percorso del partito e la corrispondenza tra le proposte attuali e istanze diffuse tra molti giuristi e cittadini. Inoltre, il vicepresidente del Consiglio ha partecipato a registrazioni e dichiarazioni, anche in relazione a osservazioni di figure istituzionali come il procuratore Nicola Gratteri, rafforzando il confronto pubblico su ciò che avverrà dopo il referendum.
Nel complesso, l’azione intrapresa da Tajani e dal partito punta a una campagna capillare e informata: spiegare, dialogare e motivare il voto significa, secondo il segretario, offrire alla società italiana la possibilità di scegliere un modello giudiziario che assicuri al tempo stesso tutela delle libertà e responsabilità nell’applicazione della legge. La linea delineata richiama tradizioni culturali e giuridiche condivise e sollecita un coinvolgimento attivo dei cittadini nelle settimane che precedono la consultazione.