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Renault rallenta sull’elettrico: approccio più prudente sugli investimenti in Italia

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Programmato a fine mese  incontro del ceo del gruppo francese al Mimit

Entro la fine di maggio è atteso a Roma un passaggio chiave nei rapporti tra il governo italiano e Renault. Il CEO mondiale François Provost sarà ricevuto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per fare il punto sullo stato di avanzamento del “Piano Italia”, eredità della precedente gestione guidata da Luca de Meo.

L’incontro si inserisce in un contesto mutato rispetto alla fase in cui il piano era stato presentato. Il gruppo francese ha progressivamente adottato un approccio più prudente sugli investimenti e meno sbilanciato sull’elettrico puro, privilegiando una strategia multi-tecnologica e una maggiore disciplina sui costi. Una linea che, se coerente con le dinamiche globali del gruppo automobilistico francese, rischia però di riflettersi negativamente sugli impegni assunti in Italia.

Al centro del confronto vi sarà infatti la distanza crescente tra gli obiettivi annunciati e l’effettiva implementazione del piano. Il “Piano Italia” prevedeva un rafforzamento significativo degli acquisti sulla filiera nazionale, con volumi stimati fino a 8,5 miliardi di euro in 5 anni. Tuttavia, secondo quanto emerge da più fronti, governative e industriali, tali impegni non si stanno traducendo in un flusso di ordini coerente con le aspettative che erano state presentate attraverso un “piano Italia” dallo stesso Luca De Meo e che furono particolarmente apprezzate dal Governo.

Le imprese della componentistica e della siderurgia italiane segnalano un livello di commesse sensibilmente inferiore rispetto a quanto prospettato. Un rallentamento che viene letto come una inversione di marcia del gruppo transalpino e come il primo segnale concreto di un possibile disallineamento tra le strategie globali del gruppo e le ricadute industriali promesse sul territorio italiano.

Non meno critico appare il capitolo relativo al centro di competenza tecnologico italiano per lo sviluppo di software. Il progetto, presentato sempre durante la gestione De Meo come uno dei pilastri per localizzare attività ad alto valore aggiunto, fino alla realizzazione completa di un software italiano su di almeno un’autovettura, risulterebbe mai partito perché ad oggi sostanzialmente fermo, senza evidenze di una concreta e reale operatività.

Sul tavolo del Ministro Urso ci sarà inoltre un altro dossier molto delicato, FreeToX, società considerata strategico per lo sviluppo della mobilità elettrica lungo e fuori la rete autostradale italiana. Il governo si attende un piano di espansione incisivo in linea con quello approvato nella fase del deal che portò alla partnerschip tra Aspi e Renault e coerente quindi con gli obiettivi originari, che prevedevano la realizzazione di oltre 100 nuove stazioni di ricarica con almeno 400 punti di ricarica entro il 2030.

Le ipotesi invece circolate nelle ultimi mesi, che indicano un possibile forte ridimensionamento del piano che andrebbe a realizzarsi non più al 2030 ma al 2038, con ben 8 anni di ritardo rispetto al piano originario sottoposto al Governo e vanificando ogni reale sinergia tra Renault e FreeToX. Un piano che ha alimentato una crescente preoccupazione con approccio ritenuto non in linea con le esigenze di accelerazione della transizione energetica e, soprattutto, con le aspettative alla base della partnership industriale per la quale Renault fu scelta come partner.

In questo scenario, un ruolo determinante è attribuito anche ad Autostrade per l’Italia, socio di maggioranza di FreeToX sulla rete autostradale e socio paritario nella società costituita con Renault fuori dalla rete autostradale da cui l’esecutivo si aspetta un sostegno chiaro a un piano di sviluppo ambizioso e senza ridimensionamenti.

Renault era stata selezionata come partner infatti proprio per attivare sinergie industriali e favorire investimenti significativi in tempi rapidi mentre si ritrova a vedere campagne di marketing per il lancio di nuove autovetture con Enel X dimostrando di non avere un chiaro senso di sinergia con FreeToX. In questo contesto l’attuale orientamento a una gestione più prudente e selettiva delle risorse rischia di tradursi in un forte freno agli sviluppi attesi, alimentando la percezione — nei dossier governativi — di impegni solo parzialmente rispettati ed in piena retromarcia sugli impegni assunti e le attese previste per la filiera italiana e lo sviluppo di una società strategica come FreeToX.

L’incontro di maggio rappresenterà dunque un banco di prova decisivo. L’obiettivo del Governo sarà ottenere chiarimenti puntuali, numeri certi sullo stato di avanzamento e, soprattutto, il rispetto puntuale degli impegni assunti su tempi e volumi. In assenza di un riallineamento rispetto al disegno originario del Piano Italia, non si esclude la valutazione di alternative industriali, a partire proprio dalle valutazioni in ambito governativo e in casa Aspi sul futuro di FreeToX e dal più ampio presidio della filiera automotive nazionale.