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Russia, capo Vecchi credenti: è tempo che il Papa venga a Mosca

Milano, 25 mag. (askanews) – “Io penso che proprio adesso è il momento giusto” per una visita di papa Francesco a Mosca. “Se la Russia vuole ristabilire le relazioni, vuole trovare il dialogo, vuole incominciare il dialogo, io penso che la visita del Papa sarebbe una cosa molto simbolica. I politici hanno paura che il Papa venga, sarebbe interpretato che Putin è debole, ma io so che il Papa è molto per bene, molto molto diplomatico, mai farà cose che potrebbero mettere in difficoltà la Russia e per questo penso che sia il momento giusto”.

In un’intervista ad askanews Leonid Sebastianov, interlocutore russo di Papa Francesco e capo dei Vecchi credenti che ha preso le distanze dal Patriarca Kirill sulla guerra in Ucraina, ricevendo in questi giorni una lettera autografa di Papa Francesco che lo ringraziava per “l’atteggiamento di pace”, come “ambasciatore di pace”, insieme con la moglie, la soprano russa Svetlana Kasyan.

Sebastianov è un personaggio molto influente nella società russa, a capo dell Unione dei vecchi credenti, direttore esecutivo della Fondazione San Gregorio, legata al dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.

“Dal punto di vista pragmatico – dice – bisogna capire che la Chiesa Ortodossa russa non può rischiare di interrompere le relazioni con la Chiesa cattolica, perché stanno in difficoltà con tutto il mondo” afferma Sebastianov. “Hilarion in tv ha detto in questi giorni che pensa che bisogna continuare ad avere rapporti con la Chiesa Cattolica”. Il tutto dopo che Hilarion – numero due di Kirill – ha criticato il Papa per il recente incontro con le mogli dei combattenti del battaglione Azov, accompagnate da Pyotr Verzilov, dissidente russo fondatore delle Pussy Riot.

“Io non voglio difendere il Papa, ma prima di tutto era un incontro generale, e poi il Papa è un prete: non gli si può dire non puoi vedere quel peccatore, perché nessuno sa cosa succede dopo l’incontro con il Papa”.

Sebastianov ha sottolineato di non condividere Verzilov e la sua attività, ma che non si può dire al Papa cosa deve fare. Il capo dei Vecchi credenti ha messo comunque in chiaro che non è neppure giusto stigmatizzare i russi da parte della società europea: questo significherebbe interrompere del tutto il dialogo e sarebbe molto pericoloso.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio askanews

Immagini: askanews, internet, afp

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