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Ponte sullo Stretto, ritardi e burocrazia: il ministro Matteo Salvini cambia strategia

Salvini Ponte sullo Stretto

Ponte sullo Stretto di Messina: tra ostacoli burocratici e fondi confermati, Salvini punta all’avvio dei cantieri nel 2026.

Il Ponte sullo Stretto di Messina, progetto storico pensato per collegare Sicilia e Calabria, resta al centro di accese discussioni politiche e difficoltà burocratiche. Dopo oltre un secolo di studi e tentativi, l’opera, dal valore stimato di 13,5 miliardi di euro, è pronta a entrare in una nuova fase, ma tra decreti, osservazioni della Ragioneria generale dello Stato e opposizioni parlamentari, i cantieri non hanno ancora preso il via. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva annunciato che il suo obiettivo è far partire finalmente i lavori nel 2026.

L’iter burocratico del Ponte sullo Stretto: tra ostacoli e ritardi

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, simbolo della strategia infrastrutturale del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, continua a scontrarsi con complicazioni burocratiche. Dopo l’approvazione del decreto Infrastrutture lo scorso 5 febbraio, pensato per velocizzare l’iter approvativo, il provvedimento ha subito una battuta d’arresto a causa delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato.

L’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, ha spiegato che il decreto «modula gli importi di ciascun anno di lavori per tener conto dello slittamento dei tempi conseguente le note delibere della Corte dei Conti», confermando che il costo complessivo resta invariato, pari a 13,5 miliardi di euro. Il provvedimento aveva già affrontato numerosi ostacoli: dai blocchi dei giudici contabili di novembre, alle modifiche richieste dal presidente della Repubblica e dal Consiglio dei ministri, fino alle recenti correzioni della Ragioneria che hanno richiesto un nuovo passaggio in CdM. La prima versione del decreto prevedeva la delibera del Cipess entro il 31 maggio e la chiusura delle pratiche burocratiche entro il 31 luglio, ma i tempi potrebbero subire ulteriori slittamenti.

Salvini cambia passo sul Ponte Sullo Stretto: “Non do più date”. Cosa succede ora

Intervistato a LetExpo 2026 da Bruno Vespa, Salvini ha deciso di non fissare più scadenze precise per l’avvio dei lavori, ammettendo: “Ho imparato che fra ricorsi, controricorsi e Corte dei Conti e comitati del no… prima voglio vedere la carta e poi partono i lavori“. Il ministro ha confermato l’intenzione di far partire i cantieri nel 2026, sottolineando l’importanza strategica del ponte per lo sviluppo del Sud: “Dopo 160 anni dai primi studi, il benedetto Ponte sullo Stretto di Messina deve diventare un’opera utile a rimuovere uno dei principali “tappi” infrastrutturali del paese“.

Parallelamente, la nascita di Porti d’Italia Spa, coordinata dal vice ministro Giorgio Rixi, rappresenta una novità fondamentale: la società avrà il compito di gestire miliardi di euro destinati allo sviluppo delle autorità portuali italiane, senza intaccare l’autonomia delle singole realtà locali, e dovrebbe iniziare le operazioni entro il 2026.

Nonostante queste iniziative, le opposizioni continuano a sollevare dubbi. Il deputato di Europa Verde Angelo Bonelli ha accusato: “Salvini scrive decreti sul Ponte senza nemmeno passare dagli apparati dello Stato, e poi arriva la Ragioneria a fermarlo e a correggerlo“. Per i capigruppo Pd Marco Simiani e Anthony Barbagallo, le modifiche richieste confermano «la sonora bocciatura» del progetto, mentre la deputata M5S Daniela Morfino sostiene che la Ragioneria «affossa il dl Infrastrutture», chiedendo di accantonare definitivamente l’opera.