Carlo Conti riapre il sipario sul dietro le quinte della sua edizione di Sanremo, raccontando i retroscena e anticipando come saranno impostate le serate. Tra interviste e apparizioni televisive alla vigilia del festival, il conduttore-direttore artistico ha parlato a tutto tondo del suo doppio ruolo, spiegando con schiettezza cosa lo emoziona e quali obiettivi si è posto.
Continuare ma anche rinnovare: l’eredità artistica
Per Conti l’intenzione è chiara: conservare l’impianto che funziona, introducendo però novità calibrate. Vuole lasciare una traccia artistica che apra spazi a nuovi interpreti e a format capaci di durare oltre la rassegna. L’attenzione nella costruzione delle scalette e la cura del cast sono aspetti che, secondo lui, faranno la differenza nella riuscita dell’edizione.
La fase più rilassata dopo il lavoro intenso
Dopo mesi di preparativi, il presentatore ammette di sentirsi finalmente più disteso. Ha usato una battuta in tema culinario: passata la nuvola di fumo dei riflettori rimane la “bistecca” — la musica — ed è su quella che vuole che il pubblico si concentri. L’auspicio è che i brani in gara non restino soltanto una parentesi televisiva, ma trovino spazio sulle radio e nelle playlist di tutti i giorni.
Ospiti e momenti attesi
Sul palco saliranno nomi di grande richiamo: tra gli interventi musicali Conti ha citato Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli. Accanto ai big ci saranno anche proposte più imprevedibili — ha fatto il nome del comico Pucci — scelte che richiederanno equilibrio per armonizzarsi con il tono dello spettacolo. Ha inoltre annunciato la partecipazione di co-conduttrici e ospiti internazionali, puntando a un mix tra ospitalità istituzionale e intrattenimento popolare.
Tra i segmenti più commoventi, Conti ha anticipato l’arrivo di una donna centenaria che votò al referendum del 2 giugno 1946: un momento che, ha promesso, potrebbe essere tra i più emozionanti della serata.
Matteo, piccolo spettatore di casa Conti
Al seguito del conduttore ci sarà anche Matteo, suo figlio di 12 anni, che resterà a Sanremo per una settimana con la famiglia. Conti ha spiegato che il ragazzo è sereno: niente scuola in quei giorni e, su sua richiesta, nessun incontro con i cantanti in gara. La scelta è stata netta: mantenerlo lontano dalla macchina promozionale e lasciargli uno spazio di normalità — passeggiate, uscire a pescare o attività semplici piuttosto che impegni in studio.
Questa cautela familiare segna una distanza rispetto ad altri casi in cui i figli di presentatori sono finiti sotto i riflettori. Qui la linea è chiara: presenza discreta, niente coinvolgimento nelle scelte creative o nella programmazione.
Dibattito sul dopo-Conti e voci di successione
Conti ha confermato che l’edizione 2026 sarà la sua ultima come conduttore, portando a cinque i suoi Festival alla guida. Naturalmente si è riaperta la discussione su chi prenderà il testimone nel 2027. Una gag in diretta con Fiorello ha fatto partire voci su Stefano De Martino, ma il direttore generale Rai ha subito parlato di malinteso, chiarendo che non c’è alcuna investitura ufficiale.
Tra i nomi che circolano, vengono accostate figure come Antonella Clerici, Milly Carlucci e Nicola Savino. Carlucci, in particolare, punta a riprendere lo spazio mediatico con un progetto chiamato Canzonissima, pensato per sperimentare orchestrazioni dal vivo e meccaniche di voto che potrebbero essere un banco di prova interessante per il futuro del Festival. Le decisioni formali, però, spettano ai vertici aziendali e saranno comunicate nei canali istituzionali competenti.
Orari e organizzazione delle serate
Sulla durata delle notti sanremesi, Conti ha anticipato che nelle serate con tutte le trenta canzoni in gara — la prima serata, il venerdì e il sabato — lo spettacolo andrà oltre l’una di notte, senza però spostarsi eccessivamente verso un DopoFestival troppo dilatato. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra spettacolo, ritmo e sostenibilità degli orari per il pubblico.
Continuare ma anche rinnovare: l’eredità artistica
Per Conti l’intenzione è chiara: conservare l’impianto che funziona, introducendo però novità calibrate. Vuole lasciare una traccia artistica che apra spazi a nuovi interpreti e a format capaci di durare oltre la rassegna. L’attenzione nella costruzione delle scalette e la cura del cast sono aspetti che, secondo lui, faranno la differenza nella riuscita dell’edizione.0