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Patty Pravo a Sanremo 2026: il testo della canzone e il significato dietro 'Opera'

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A Sanremo 2026, Patty Pravo porta 'Opera': il testo, la canzone e il significato del suo ritorno dopo undici volte.

Il ritorno di Patty Pravo a Sanremo 2026 segna un momento atteso dai fan: la sua nuova canzone non solo cattura l’attenzione per la melodia, ma anche per il testo e il significato profondo, che celebra l’unicità e l’intensità delle emozioni nella vita.

Patty Pravo: una carriera leggendaria e il percorso a Sanremo

Il Festival di Sanremo ha sempre rappresentato una tappa fondamentale nella carriera di Patty Pravo. La sua prima partecipazione risale a un duetto con Little Tony nel 1970 con La spada nel cuore, che si classificò al settimo posto. Tra le altre apparizioni memorabili figurano Per una bambola (1984) e E dimmi che non vuoi morire (1997), brano scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, che le valse il secondo Premio Mia Martini. La cantante non ha mai conquistato la vittoria assoluta, ma ha lasciato un segno indelebile con canzoni come Cieli immensi (2016) e Un po’ come la vita (2019, con Briga).

Da Venezia a Roma, dopo gli studi al Conservatorio, Patty Pravo diventa una delle regine del Piper Club e costruisce la sua leggenda musicale con successi come Pazza idea e Pensiero stupendo, collaborando con grandi autori italiani, da Lucio Battisti a Franco Battiato, da Francesco De Gregori a Tiziano Ferro e Giuliano Sangiorgi. Con le sue undici partecipazioni, si posiziona tra le artiste più presenti nella storia del Festival, insieme a nomi come Francesco Renga, Marco Masini, Arisa e Malika Ayane, dimostrando che la sua capacità di emozionare non conosce età.

Il brano di quest’anno non è solo una prova artistica, ma anche parte di un progetto più ampio: l’album di inediti “Opera”, in uscita il 6 marzo, contiene undici tracce frutto di collaborazioni con artisti contemporanei come Giuliano Sangiorgi, Morgan, La Rappresentante di Lista, Francesco Bianconi, Raphael Gualazzi e Serena Brancale, sotto la produzione di Taketo Gohara.

 

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Sanremo 2026, testo e significato della canzone di Patty Pravo

Patty Pravo, pseudonimo di Nicoletta Strambelli, torna sul palco dell’Ariston per la sua undicesima partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Opera”, scritto interamente da Giovanni Caccamo.

Come riportato da Tv Sorrisi e Canzoni, la canzone nasce da un sogno: “Il mio assistente, Simone Folco, mi ha sognata ricoperta di brillantini. Si è svegliato alle 3 del mattino con questa immagine e l’abbiamo affidata a Caccamo perché ne ricavasse una canzone splendida“. Il risultato è un inno all’unicità e all’intensità della vita, capace di evocare emozioni che vanno oltre la ragione: “Semplicemente la vita, semplicemente la follia“. Come spiega la stessa Pravo: “Porto una canzone che amo molto… È un’opera che comprende tutti. Parla dell’unicità di tutti noi in questo mondo. Perché noi siamo opere d’arte uniche“.

Per la serata delle cover, la cantante veneziana ha scelto un tributo sincero a Ornella Vanoni, interpretando Ti lascio una canzone: “Non potevo non omaggiare Ornella. Una grande artista e un’amica che mi manca molto“. Sul palco, Patty sarà accompagnata dal primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko e dall’orchestra diretta da Valter Sivilotti, creando un’esperienza che unisce musica, danza e poesia.

Opera
di G. Caccamo
Ed. Ala Bianca Group/BMG Rights Management (Italy)/
Nar International/Nelida Music Publishing

Sulla terra siamo soli,
Solitari in compagnia,
Circondati da parole, parole,
Affidati a un’utopia.
Siamo santi e peccatori,
Naviganti e sognatori,
Un po’ satelliti,
Filosofi del niente.
Semplicemente la vita,
Semplicemente follia.
Cantami ancora il presente,
Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera.
Ho viaggiato per il mondo
Tra oasi, deserti, e misteriose profezie
Dove il tempo è sospensione dell’eternità.
Ma poi sono le emozioni che ci cambiano,
Che ci spingono ad andare via da noi
Verso un’altra dimensione, tralasciando la ragione.
Semplicemente la vita,
Semplicemente pazzia.
Cantami ancora il presente
Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera.
Io canto alla notte, respiro la notte,
Cammino di notte;
Sono Musa, colore tagliente e poi Opera

 

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