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Tredici Pietro a Sanremo 2026: il significato e il testo della canzone in gara 'Uomo che cade'

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Tredici Pietro a Sanremo 2026: il testo della canzone racconta emozioni e fragilità, svelando il significato profondo del percorso artistico.

Nel suo debutto al Festival di Sanremo 2026, Tredici Pietro porta la canzone ‘Uomo che cade’, un brano che unisce rap e pop e racconta la caduta, la fragilità e la fallibilità come parti inevitabili della vita, trasformando esperienze personali in un messaggio universale.

L’esordio di Tredici Pietro a Sanremo 2026: fragilità e doppia anima musicale

Come riportato da Tv Sorrisi e Canzoni, nel suo debutto sul palco del Festival di Sanremo, Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, propone un equilibrio sorprendente tra rap e pop. La strofa si muove con la grinta tipica del rap, mentre il ritornello abbraccia sonorità più pop e orchestrali, creando una fusione che, a volte, sorprende l’ascoltatore.

Il brano, intitolatoUomo che cade’, affronta la caduta e la fallibilità come elementi centrali: «Chi segue i propri sogni è destinato a cadere e a farsi male, però va bene così: la vita è fatta soprattutto di cadute. I successi si contano sulle dita di una mano, ma anche i nostri modelli sono persone che sono inciampate», racconta Tredici Pietro a Tv Sorrisi e Canzoni, citando Michael Jordan come esempio di resilienza.

Nato nel 1997, il rapper ha costruito la propria carriera senza sfruttare il peso del cognome, collaborando con nomi come Fabri Fibra in Che gusto c’è e pubblicando l’album Non guardare giù. Per lui, Sanremo 2026 rappresenta un momento simbolico per condividere con un pubblico più ampio la fragilità che ha sempre esplorato nei suoi testi, sottolineando che “solo l’AI non ha riposo. Gli esseri umani devono riposare e poter sbagliare”.

Non Guardare Giù‘, il nuovo progetto di Tredici Pietro, all’anagrafe Pietro Morandi, è un viaggio tra generi musicali diversi: dalla trap all’acustico, dal rap old school alla drum&bass, fino a soul e rock italiano. In uscita il 27 febbraio, segna una tappa della sua crescita artistica e personale, con testi profondi che intrecciano temi universali a riflessioni intime.

Sanremo 2026, testo e significato della canzone di Tredici Pietro

Con ‘Uomo che cade’, il rapper mette in primo piano la caduta e l’errore come parte inevitabile della vita: «È inevitabile cadere, sbagliare e sentirsi “falliti” se si persegue la strada. È solo la passività che non ti fa sbagliare».

Durante la serata dei duetti, Tredici Pietro omaggia le sue radici scegliendo Vita, storico brano di Lucio Dalla e Gianni Morandi, insieme a Galeffi, Fudasca e la sua band. «È il brano a cui sono più legato della discografia di questi due signori grandi, caso vuole che uno sia mio babbo», confessa. Dopo anni di cautela nel non farsi assorbire dall’“orbita” del padre, oggi Tredici Pietro abbraccia pienamente la propria storia e il patrimonio musicale familiare.

Uomo che cade
di P. Morandi – A. Di Martino – M. Spaggiari
Ed. Sugarmusic Publishing/Picicca Management/
Double Trouble Club

L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo
Lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto
Ma di me non ho rispetto
E mi sporco
Sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi
A restare con me e,
Chiusa in uno specchio,
C’è tutto il tuo riflesso e… e
Cambi forma
Alle parole
Come il fumo alle feste
Muovi tutto ciò che è attorno
Come un Dio della notte
Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città)
Che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film
La grande esplosione
La notte che conquista il giorno un nuovo colore
Sei la lama
Trafitta
E io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti sì forse puoi
Chiudermi la porta in faccia
Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia
Dimmi che hai troppe cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade

 

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