Il Consiglio europeo ha deciso, lunedì, di adottare un pacchetto di sanzioni contro dieci rappresentanti delle istituzioni russe. La misura nasce dalla volontà di punire la repressione del partito liberal-democratico Yabloko escluso dalla corsa elettorale di questo mese e vittima di recenti procedimenti giudiziari contro i suoi vertici.
Secondo gli elaborati dell’Unione, i soggetti colpiti avrebbero favorizzato la repressione dell’opposizione democratica e minato gravemente i principi di democrazia e di stato di diritto in Russia.
Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni situati nell’UE e il divieto di ingresso sul territorio dei Paesi membri.
Le figure giudiziarie colpite dal provvedimento
Tra i sanzionati spicca un giudice della Corte Suprema russa, premiato con il blocco dei suoi beni per aver, lo scorso mese, ordinato l’esclusione della lista federale di Yabloko dal voto, motivando la decisione con presunte violazioni legate a finanziamenti esteri, materiale elettorale diffuso su piattaforme proibite e norme sul copyright.
Altri due magistrati hanno ricevuto la stessa misura per aver confermato la sentenza.
Funzionari elettorali e procuratori coinvolti
Un funzionario della Commissione Elettorale Centrale e un pubblico ministero sono anch’essi nella lista delle sanzioni, poiché hanno partecipato attivamente alla procedura giudiziaria contro Yabloko. Inoltre, due giudici e due procuratori di Stato sono stati colpiti per la reclusione di membri senior del partito, tra cui Lev Shlosberg, ex capo della sezione regionale di Pskov.
Il caso del presidente di Yabloko
Un ulteriore giudice è stato sanzionato per aver inflitto una multa al presidente di Yabloko Nikolai Rybakov, a seguito della pubblicazione di una foto dell’estimatore del Cremlino Alexei Navalny, ormai defunto. La punizione è vista come un tentativo di silenziare ogni forma di denuncia contro il regime.
Altre misure UE: 27 soggetti per il trasferimento forzato di minori ucraini
Parallelamente, l’Unione ha aggiunto alla lista delle sanzioni altri ventisette individui e organizzazioni, accusati di organizzare il rapimento e l’indottrinamento di bambini ucraini. L’intervento mira a fermare quella che l’UE definisce una forma di pulizia etnica e di violazione dei diritti umani su larga scala.
Il contesto politico di Yabloko nelle elezioni del 2026
Yabloko il partito più antico della tradizione liberale russa, è stato l’unico partito regolarmente registrato a promuovere una piattaforma di pace nelle elezioni per la Duma di quest’anno. Oltre all’esclusione dalla lista federale, i candidati di Yabloko hanno subito intimidazioni da parte delle autorità, arresti dalla polizia e squalifiche nei collegi uninominali dove ancora potevano concorrere.
Il blocco si è esteso quasi a tutte le corse alle assemblee regionali: solo la zona di Novgorod è riuscita a superare la soglia del 5% necessaria per ottenere seggi nella legislatura locale. Altre regioni, come Pskov, hanno visto i rappresentanti di Yabloko imprigionati o esclusi, rendendo la loro presenza elettorale effettivamente nulla.
In risposta a queste pressioni, il giornale indipendente The Moscow Times ha lanciato un appello ai lettori, denunciando le nuove restrizioni che lo hanno definito “organizzazione indesiderabile”. Il titolo, sebbene non faccia parte delle sanzioni, illustra la crescente ostilità del regime verso fonti di informazione indipendenti.
