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Il RN ottiene 14 senatori e crea il suo gruppo al Senato

Il RN ottiene 14 senatori e crea il suo gruppo al Senato

Il RN entra per la prima volta nel panorama senatorial francese con un proprio gruppo.

La elezione indiretta dei senatori, tenutasi domenica, ha segnato una svolta decisiva per il Rassemblement National (RN). Con 14 seggi conquistati, il partito guidato da Marine Le Pen ha raggiunto la soglia dei dieci senatori necessari per costituire un gruppo parlamentare autonomo, un traguardo mai realizzato prima nella storia della camera alta francese.

Fino al 2023 il RN occupava appena tre posti in Senato, dopo il primo ingresso nel 2014 con due seggi quando era ancora noto come Front National. L’esplosione di nuovi voti nella elezione di marzo, che ha rafforzato il suo apparato locale, è stata la chiave per trasformare la presenza senatoria da marginale a significativa.

Il risultato elettorale: 14 seggi e la nascita del gruppo RN-UDR

Su 178 seggi in gioco nei 64 dipartimenti, il RN ha aggiunto nove nuovi senatori ai tre già presenti, portando il totale a 12. L’alleanza con l’Union des Droites pour la République (UDR), che ha eletto due senatori, ha spinto il conteggio a 14 superando di quattro la soglia minima per formare una delegazione ufficiale.

Questo consentirà al gruppo di accedere a finanziamenti dedicati e di chiedere la creazione di una commissione d’inchiesta senatoria ogni anno.

La costituzione del gruppo RN-UDR implica anche la possibilità di intervenire più direttamente nella redazione delle leggi, pur mantenendo il ruolo principale di l’Assemblea nazionale nella conferma della maggioranza governativa. Il nuovo blocco potrà quindi influenzare i dibattiti legislativi e consolidare la sua presenza sul territorio, soprattutto lungo la fascia mediterranea dove il partito ha registrato una crescita capillare.

Il contesto politico: la destra dominante e le prospettive per il 2027

Nonostante l’ascesa del RN, la maggioranza tradizionale rimane nelle mani del partito di centrodestra dei Républicains (LR) e dei loro alleati centristi, che contano ancora tra i 124 e 126 senatori, in calo rispetto ai precedenti 131. L’Unione Centriste invece mantiene circa 72 posti. Questa lieve erosione è stata compensata in parte dall’avanzata del RN-UDR, ma il panorama senatorio resta dominato da tre forze principali: destra, centro e i Socialisti.

Il risultato arriva a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, in cui Marine Le Pen è già indicata tra i favoriti. Nel 2024 il RN era divenuto il partito più numeroso alla Camera dei Deputati dopo le elezioni anticipate indette da Emmanuel Macron, pur non raggiungendo la maggioranza assoluta. La nuova forza al Senato potrebbe quindi ampliare le possibilità di influenzare la campagna elettorale e di far pressione sul governo centrista di Macron, che si avvicina al termine del suo mandato.

Le reazioni dei leader e le percezioni per il futuro

Marine Le Pen ha definito la vittoria “una vittoria storica, una tappa decisiva” in un messaggio sui social, sottolineando che la formazione del gruppo rappresenta “un passo importante verso l’elezione del 2027”. Anche Jordan Bardella, presidente del RN, ha evidenziato che i nuovi senatori collaboreranno con l’UDR per costruire un’«alleanza solida» all’interno della camera alta.

Il presidente uscito del Senato, Gérard Larcher (LR), ha riconosciuto la nascita del nono gruppo, definendolo “una conseguenza dei risultati delle elezioni comunali”. Ha inoltre invitato tutti i parlamentari a mantenere un “dibattito pacato e ragionato”. Il primo ministro Sébastien Lecornu, da parte sua, ha assicurato che il governo “lavorerà con ciascuno, nel rispetto del dibattito parlamentare e delle istituzioni”. I nuovi senatori prenderanno ufficialmente servizio il 1° ottobre, data in cui verrà eletto anche il nuovo presidente del Senato.

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