Durante l’incontro intitolato “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”, svoltosi al Centro Congressi Robert Schuman di Metz, il Pontefice ha lanciato un monito chiaro nei confronti dei leader europei. Il discorso, pronunciato in francese, ha sottolineato che la ricerca della pace non può essere confusa con un ingenuo irenismo.
Il Papa ha ricordato che la storia europea è segnata da conflitti che hanno causato stragi “inutili” e ha avvertito che l’attuale clima internazionale riaccende i pericoli di una nuova ondata bellica.
Il richiamo a una pace attiva e creativa
Il Santo Padre ha citato il pensiero di Robert Schuman, il padre fondatore dell’Unione Europea, ricordando che la pace mondiale richiede sforzi creativi proporzionati alle minacce attuali.
Ha chiesto se le istituzioni stanno davvero promuovendo iniziative innovative per impedire che la guerra diventi un “emorragia” da arginare, o se si limitano a prepararsi a conflitti futuri. Il Papa ha definito la pace un’opera attiva non un semplice desiderio, e ha invitato i responsabili politici a mettere al centro del dibattito la cooperazione e la ricerca di soluzioni diplomatiche.
Il pericolo dell’illusione del riarmo
Secondo il Pontefice, l’attuale spinta verso l’aumento delle spese militari è una trappola che alimenta la credulità secondo cui la sicurezza si ottiene solo accumulando armi. Ha definito questa tendenza un’“illusione del riarmo”, capace di trasformare la difesa in una corsa perpetua. Il Papa ha ricordato che la storia ha dimostrato come le pulsioni di dominio siano alla radice di ogni conflitto, e ha sostenuto che il diritto internazionale e il multilateralismo costituiscono il miglior antidoto a tali tendenze.
La guerra in Europa: una nuova “inutile strage”
Il Santo Padre ha osservato che, nonostante gli sforzi per mantenere la stabilità, la guerra è ricomparsa in Europa, generando una “nuova inutile strage” che costeggia quotidianamente vite civili. Ha citato le recenti escalation militari come prova tangibile del fallimento di politiche basate esclusivamente sulla deterrenza armata. Il Papa ha concluso che l’unica via d’uscita è un “coraggio nella negoziazione”, dove le parti accettano di sacrificare posizioni autarchiche per il bene superiore della pace.
Dignità dei migranti e vie legali sicure
Un altro punto centrale del discorso è stato il richiamo alla dignità umana dei migranti. Il Papa ha sottolineato che la crisi migratoria europea richiede vie legali e sicure assistenza concreta contro i trafficanti e un’accoglienza che non lasci nessuno “abbandonato o dimenticato”. Ha chiesto agli Stati membri di garantire processi seri di integrazione protezione efficace e opportunità di sviluppo per chi fugge da guerre e povertà. L’appello è diretto soprattutto ai giovani, invitandoli a costruire un’Europa unita e solidale, capace di offrire speranza a chi arriva in cerca di una vita migliore.
Un appello ai giovani europei
Il Pontefice ha concluso il suo intervento rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, chiedendo loro di assumere la responsabilità della pace nella vita quotidiana: nelle famiglie, nelle scuole, nelle università e nelle comunità locali. Ha invitato i giovani a non cedere alla logica della violenza, ma a diventare “costruttori di comunità” che sostengano i valori di libertà, democrazia e rispetto del diritto internazionale. Secondo il Papa, solo così l’Europa potrà continuare a fiorire e ad ispirare il resto del mondo.
