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L’evento, rilevato dalle reti sismiche italiane, è avvenuto senza causare danni a persone o cose, ma ha confermato ancora una volta l’attività sismica attiva nell’area del Mar Tirreno.
Dove si è verificata la scossa
Secondo i dati preliminari, l’epicentro è stato localizzato nel Tirreno meridionale (mare). La magnitudo, pari a 2.6, rientra nella fascia di eventi sismici lievi che spesso si verificano al di sotto della soglia in cui si possono avvertire con forza sulla terraferma.
Perché si registrano scosse lievi nel Mar Tirreno
Il Tirreno meridionale è una zona geologicamente attiva, interessata da deformazioni tettoniche dovute alla subduzione e ai movimenti delle placche litosferiche che caratterizzano l’area mediterranea. Studi sismologici mostrano che proprio lungo l’arco tirrenico si registra una notevole quantità di terremoti di magnitudo moderata o lieve, con epicentri spesso collocati a profondità intermedie o elevate sotto il livello del mare.
Questi eventi, pur lievi, sono utili ai sismologi per comprendere meglio la dinamica delle faglie e dei sistemi geodinamici presenti nel Mar Tirreno e contribuiscono alla costruzione di mappe di rischio sismico sempre più accurate.
Terremoti in Italia: la rete sismica e la frequenza degli eventi
In Italia la rete di monitoraggio gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) rileva quotidianamente centinaia di scosse, molte delle quali di bassa magnitudo. Secondo i dati dell’INGV, nel 2023 sono stati registrati oltre 16.000 terremoti con magnitudo pari o superiore a 2.0 sull’intero territorio nazionale e nelle aree adiacenti, con una frequenza di circa 44 eventi al giorno.
La maggior parte di questi eventi non provoca effetti avvertibili o danni, ma è importante per comprendere i meccanismi sismici e i rischi associati alle diverse regioni italiane.