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Sicurezza dell'Ucraina: progressi e alleanze dopo il summit di Parigi

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Un importante incontro a Parigi segna progressi significativi per le garanzie di sicurezza in Ucraina.

Recentemente, a Parigi, si è svolto uno dei più importanti incontri della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, un summit che ha visto la partecipazione di rappresentanti di 35 nazioni, tra cui 27 capi di stato. Questo incontro ha messo in evidenza i progressi compiuti, pur rivelando le tensioni esistenti legate alla politica estera degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump.

Un punto focale di questo incontro è stata la questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, le quali entreranno in vigore solo dopo un accordo per un cessate il fuoco che possa porre fine a un conflitto che dura ormai da quasi quattro anni, iniziato con l’invasione su larga scala della Russia. Le intenzioni del leader russo, Vladimir Putin, rimangono avvolte nel mistero.

Le misure di sicurezza proposte

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha delineato come queste robuste garanzie prevedano un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti, con la partecipazione europea. Durante il summit, Macron, insieme al primo ministro britannico Keir Starmer e al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha firmato una dichiarazione d’intenti che prevede la possibilità per Regno Unito, Francia e altri alleati europei di schierare truppe in Ucraina una volta raggiunto un cessate il fuoco.

Il coordinamento tra le nazioni

È stato inoltre stabilito che sarà creato a Parigi un centro di coordinamento tra Stati Uniti, Ucraina e la Coalizione. Tuttavia, è interessante notare che un impegno statunitense a supportare le forze multinazionali europee in caso di un nuovo attacco russo non è stato incluso nel comunicato finale. Macron ha dichiarato che Parigi potrebbe inviare ‘diverse migliaia’ di soldati francesi in Ucraina dopo la fine delle ostilità.

Le prospettive di pace e le sfide attuali

Macron ha esaltato queste mosse come garanzie di sicurezza solide e durature, sottolineando un’“operativa convergenza” tra alleati, compresi gli Stati Uniti. Ha affermato che queste garanzie sono fondamentali per garantire che un accordo di pace non significhi mai una resa per l’Ucraina né una nuova minaccia proveniente dalla Russia.

In un contesto di crescente tensione tra Europa e Stati Uniti, specialmente riguardo a questioni come Groenlandia e Venezuela, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha dichiarato che è stato fatto “molto progresso”. Secondo Witkoff, le garanzie di sicurezza sono essenziali affinché il popolo ucraino possa sentirsi sicuro che, una volta concluso il conflitto, questo non potrà ripresentarsi in futuro.

Le posizioni di Zelensky e Starmer

Il presidente ucraino Zelensky ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti. Ha affermato: “Non si tratta solo di parole. C’è un contenuto concreto: una dichiarazione congiunta da parte di tutti i paesi della coalizione e una dichiarazione trilaterale di Francia, Regno Unito e Ucraina”. Tuttavia, ha ribadito che la questione territoriale rappresenta ancora un tema cruciale da risolvere, in riferimento alle richieste russe di cedere la regione orientale del Donbas.

Da parte sua, Starmer ha avvertito che per giungere a un accordo di pace, Putin dovrà mostrare disponibilità a fare compromessi. Ha dichiarato che, nonostante le affermazioni russe, “non ci sono segni di una reale volontà di pace” da parte di Putin, un elemento che rafforza la determinazione degli alleati.

Le reazioni internazionali e le prospettive future

I diplomatici del G7, in una recente conversazione telefonica, hanno accolto con favore i progressi sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Nel frattempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha menzionato la possibilità che le forze tedesche possano unirsi al monitoraggio di un cessate il fuoco, ma con base in un paese vicino.

In conclusione, il summit di Parigi ha rappresentato un passo significativo verso un futuro più sicuro per l’Ucraina, ma resta da vedere se le promesse fatte si tradurranno in azioni concrete e se le tensioni geopolitiche si calmeranno, consentendo una pace duratura in Europa.