Milano-Cortina 2026 porterà più gente sulle piste: un effetto atteso che riaccende il tema della sicurezza in montagna. I dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso il sistema di sorveglianza SIMON, insieme alle tendenze di mercato sulle presenze nei comprensori alpini, mostrano un aumento delle segnalazioni di incidenti e dei ricoveri al Pronto Soccorso.
Lo studio ha analizzato migliaia di eventi in aree come Courmayeur e Monterosa Ski per capire quali condizioni e comportamenti spingono più frequentemente verso le cure ospedaliere e per orientare misure di prevenzione e gestione dei flussi nelle zone a rischio.
Fattori ambientali che peggiorano la pericolosità
Le condizioni atmosferiche e lo stato del manto nevoso emergono come determinanti nella gravità degli incidenti. Visibilità scarsa, vento forte e neve trasformata sono associati a un aumento significativo dei traumi rispetto a giornate con condizioni stabili. Anche la morfologia delle piste gioca un ruolo: pendii ripidi, tratti con visibilità ridotta e elevata densità di sciatori aumentano il rischio di collisioni. In sostanza, alcune sezioni delle piste — quelle molto inclinate o “cieche” — registrano tassi di accesso al Pronto Soccorso superiori alla media.
La difficoltà della pista: un salto di rischio
Tra le variabili esaminate, la classe di difficoltà della pista risulta decisiva. Salire di livello comporta circa un +16% del rischio di ricorrere a cure ospedaliere. L’incremento riguarda anche chi ha esperienza: piste più tecniche aumentano la probabilità di lesioni gravi rispetto a percorsi più facili. Gli operatori sanitari segnalano,
Lo stato della neve conta più di quanto si pensi
Il tipo di neve modifica sensibilmente l’esito delle cadute e delle manovre: sciare su neve naturale aumenta il rischio del 62% rispetto a superfici con innevamento programmato misto. Ghiaccio, croste o neve molto bagnata peggiorano ulteriormente la situazione, con un incremento stimato intorno al 52%. Anche aspetti economici dei gestori degli impianti confermano che la variabilità del fondo influisce su velocità e controllo, con conseguenze pratiche sulla sicurezza.
Fattori individuali e tipologia dell’incidente
Comportamenti personali e caratteristiche demografiche pesano in modo significativo, spesso in combinazione con le condizioni esterne. Il mancato uso del casco è associato a un aumento del rischio del 42%; l’età avanzata porta a un incremento intorno al 7%. Il tipo di evento è cruciale: le collisioni — tra sciatori o contro ostacoli — aumentano la probabilità di ricorrere al Pronto Soccorso di circa il 69%.
Quando i rischi si sommano
Più fattori negativi che si verificano insieme non si limitano ad aggiungere rischi: si potenziano a vicenda. Ad esempio, non indossare il casco durante una collisione produce un rischio superiore alla semplice somma dei due contributi singoli. Dal punto di vista operativo, questo si traduce in picchi di domanda sui servizi di emergenza durante i periodi di maggior affluenza, con impatti economici e organizzativi per le strutture locali.
Quanto cresce il rischio nelle peggiori condizioni
In condizioni ideali (adulto con casco, pista facile, neve in buone condizioni e incidente senza collisione) solo il 7–8% degli infortunati richiede cure ospedaliere. Aggiungendo fattori di rischio personali — età avanzata, assenza del casco, collisione — la probabilità sale di circa 2,5 volte. Se poi si sommano anche condizioni ambientali sfavorevoli (piste difficili, neve naturale in cattive condizioni), il rischio può arrivare a 2,8 volte. In termini pratici: si passa da circa 1 su 13 in condizioni favorevoli a quasi 1 su 3 quando più elementi negativi coincidono.
Interventi efficaci: piccoli cambiamenti, grandi benefici
Secondo gli esperti dell’ISS, i fattori si potenziano reciprocamente, ma questo significa anche che interventi mirati e semplici possono ridurre in modo misurabile gli esiti peggiori. Ecco alcune azioni concrete e praticabili:
- – Valutare preventivamente le aree a rischio: mappe delle criticità, protocolli operativi condivisi e piani di gestione dei flussi.
- Rafforzare la formazione di operatori e utenti: esercitazioni pratiche, chiare procedure di emergenza e campagne sulla protezione personale.
- Migliorare i controlli ambientali: segnaletica efficace, manutenzione delle infrastrutture e interventi mirati sul tracciato delle piste.
- Monitorare l’efficacia delle misure: raccolta sistematica dei dati per adeguare le strategie e allocare risorse in modo efficiente.
Consigli pratici per chi scia
Per ridurre il rischio individuale basta spesso seguire regole semplici ma decisive:
– Indossare sempre il casco e verificare che sia ben allacciato.
– Scegliere piste adeguate al proprio livello tecnico.
– Adattare velocità e comportamento alle condizioni del manto nevoso e all’affollamento.
– Controllare lo stato della neve prima di uscire e rinunciare a percorsi troppo impegnativi se non si hanno le competenze necessarie.
– Usare attrezzature conformi alle normative e mantenerle in buono stato.
Ruolo degli operatori e delle istituzioni
Operatori degli impianti, scuole di sci e autorità sanitarie possono standardizzare procedure e controlli per promuovere comportamenti sicuri e ridurre gli accessi al Pronto Soccorso. La prosecuzione della sorveglianza clinica e la raccolta sistematica dei dati saranno fondamentali per valutare l’impatto delle misure adottate e per orientare interventi futuri. Con scelte consapevoli da parte degli utenti e interventi mirati da parte dei gestori si possono contenere gli infortuni e alleggerire la pressione sui servizi di emergenza nelle stagioni di maggiore afflusso.