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Siracusa e l’antica Grecia, un legame che si rinnova

teatro greco

Con la 61ª stagione di spettacoli classici al Teatro Greco, promossa dall’INDA, dall’8 maggio al 28 giugno 2026, il mondo antico torna a vivere nel Parco archeologico della Neapolis, a Siracusa, che visitiamo con Hermes Sicily: un viaggio immersivo tra latomie e rovine greche, in uno dei siti Patrimonio UNESCO dell’Umanità più affascinanti del Mediterraneo.

«Doveva essere una struttura colossale, di cui oggi possiamo vedere solo una rampa d’accesso e i resti di un pilastro». È davanti all’Ara di Ierone II che la guida invita a fermarsi. Qui sorgeva il più grande altare del mondo greco: ogni anno vi venivano sacrificati 450 tori in onore di Zeus.

L’Ara di Ierone II, il più grande altare del mondo greco

Costruita nel III secolo a.C. dal tiranno Ierone II, nel periodo di massimo splendore della città, l’ara era il cuore delle grandi celebrazioni religiose di Siracusa. Anche se spogliato delle sue decorazioni nel corso dei secoli, ciò che vediamo oggi è un eccezionale e unico altare sacrificale, che continua a raccontare un passato di potere, fede e bellezza.

Le latomie, tra storia e leggenda

La centralità di Siracusa nella storia dell’Umanità emerge anche dalla sua vittoria contro Atene nel 415 a.C. Oltre 7.000 prigionieri ateniesi vennero rinchiusi nelle latomie, cave di pietra trasformate in prigioni naturali, considerate inespugnabili. Scavate tra l’VIII e il III secolo a.C., queste cavità erano inizialmente quasi completamente chiuse. Il terremoto del 1693 ne provocò il crollo, consentendo alla luce e alla vegetazione di trasformarle in suggestivi spazi verdi. La più celebre è l’Orecchio di Dionisio, la cui forma e acustica ispirarono una leggenda attribuita a Caravaggio: il tiranno Dionisio, secondo una fantasiosa ricostruzione del celebre artista, avrebbe ascoltato, da un’apertura collegata al teatro, i lamenti dei prigionieri.

La Grotta dei Cordari

Accanto all’Orecchio si apre la Grotta dei Cordari, riaperta nel 2021 dopo quasi quarant’anni. Qui lavoravano i fabbricanti di corde, che sfruttavano l’umidità naturale della cava. Le sfumature rosate sulle pareti non sono dipinte dall’uomo, ma il risultato di una reazione chimica della pietra calcarea a contatto con l’acqua. Un luogo di grande suggestione, scelto nel 2022 come scenografia per una serata di alta moda firmata Dolce & Gabbana, che riportò Siracusa sotto i riflettori internazionali.

Il Teatro Greco.

Il percorso culmina nel Teatro Greco, uno dei più grandi edifici teatrali dell’Occidente antico, interamente scavato nella roccia del Colle Temenite e capace di accogliere fino a 15.000 spettatori. Le fonti antiche raccontano che a Siracusa Eschilo mise in scena I Persiani. È però importante precisare che il grande tragediografo recitò nel teatro arcaico, oggi non più visibile: la struttura che ammiriamo attualmente è di epoca ellenistica, costruita circa due secoli dopo la sua permanenza a Siracusa. Nel corso dei secoli, questo spazio venne riutilizzato dai Romani per spettacoli gladiatori e, nel Cinquecento, depredato sotto il regno di Carlo V d’Asburgo per il rafforzamento difensivo di Ortigia.

Dall’INDA a oggi

Nel 1914 il nobile siracusano Tommaso Gargallo fondò l’INDA, https://www.indafondazione.org con l’obiettivo di riportare in vita tragedia e commedia greca nella loro sede naturale. Anche quest’anno, dall’8 maggio al 28 giugno 2026, la magia del teatro classico tornerà a vivere tra queste pietre millenarie. L’Antica Grecia ancora una volta protagonista a Siracusa.