Il caso giudiziario emerso da un’inchiesta riportata da La Repubblica riguarda presunte condotte di stalking di gruppo online che coinvolgono la criminologa Roberta Bruzzone e altri indagati. Al centro delle accuse vi sarebbe una serie di messaggi, contenuti diffusi sui social e attività coordinate in chat ai danni della psicologa forense Elisabetta Sionis e della figlia minorenne, nell’ambito di una vicenda complessa che si sviluppa tra relazioni personali conflittuali e procedimenti giudiziari incrociati.
Stalking di gruppo: indagati Roberta Bruzzone e tre collaboratori
Secondo quanto emerso da un’inchiesta riportata dal quotidiano La Repubblica, la criminologa Roberta Bruzzone risulterebbe coinvolta in un procedimento che ipotizza il reato di stalking di gruppo ai danni della psicologa forense Elisabetta Sionis, oggi giudice onorario minorile a Cagliari, e della figlia minorenne. L’inchiesta trae origine da un avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Gilberto Ganassi e successivamente trasmesso alla Procura di Roma per competenza territoriale.
Gli atti descrivono una presunta condotta protratta nel tempo, caratterizzata da contenuti diffusi su piattaforme social e canali video, oltre che da conversazioni interne a gruppi chat. In tali contesti sarebbero stati condivisi fotomontaggi, allusioni e messaggi dal tono intimidatorio, con l’utilizzo di profili anonimi o fake per interagire con altri utenti. Il materiale probatorio includerebbe un hard disk con trascrizioni di chat provenienti da gruppi denominati “L’armata delle tenebre”, “Gli irriducibili”, “Barcone on the road”, “I mitici” e “Fbi”, nei quali emergono riferimenti espliciti e organizzazione coordinata di attività online.
Stalking di gruppo, indagati Roberta Bruzzone e tre collaboratori: nel mirino Elisabetta Sionis
All’interno delle conversazioni riportate dalla testata, comparirebbero espressioni fortemente offensive attribuite a Roberta Bruzzone nei confronti di Elisabetta Sionis, tra cui formule come “dalla miserabile esistenza”, “da Tso”, “una lestofante in meno” e “in putrefazione”. In uno dei passaggi citati, si legge: “le goccine e le overdose di botox non bastano più”. Gli inquirenti segnalerebbero inoltre uno scambio datato 17 settembre 2022 in cui si afferma: “Ho mandato a Monica la mia denuncia di stalking contro la Sionis dell’anno scorso, bisogna attaccarla dimostrando che è una bugiarda”.
Le conversazioni coinvolgerebbero anche altri soggetti, tra cui Monica Demma, Giovanni Langella e Marzia Mosca, con messaggi che suggeriscono azioni coordinate sui social e iniziative di contrasto pubblico. In una chat si leggerebbe: “Stasera massacro pure la Sionis in diretta”. Il fascicolo menziona anche riferimenti a ulteriori figure professionali, come il neurologo Mirko Avesani, citato in una conversazione in cui si ipotizza di “trollare” il suo profilo.
Il procedimento si inserisce in un contesto più ampio di conflitti iniziati nel 2017, collegati a vicende giudiziarie come il caso di Valentina Pitzalis e Manuel Piredda. Tra gli sviluppi recenti si segnala la condanna in primo grado di Lucio Lipari e l’archiviazione, avvenuta il 23 giugno, di una querela presentata da Bruzzone. Il quadro complessivo delineato dagli atti evidenzia un intreccio di denunce reciproche, attività online e procedimenti giudiziari ancora in evoluzione.