Il lancio di prova della Starship V3 di SpaceX è stato interrotto a 40 secondi dal decollo il 22 maggio 2026 dalla base di Starbase a Boca Chica, Texas. Durante il conto alla rovescia il team ha fermato le operazioni per tre volte e successivamente ha rinviato l’operazione di circa un’ora, annunciando che si effettuerà un nuovo tentativo il giorno successivo.
L’episodio riguarda un test di volo dal ruolo cruciale per la qualificazione del veicolo come possibile modulo di atterraggio lunare e come piattaforma per il lancio di satelliti.
Il sistema Starship, nella sua configurazione completa, misura circa 124 metri e rappresenta la soluzione più ambiziosa sviluppata dall’azienda per missioni verso la Luna e Marte.
In questa prova, che alcuni riferiscono come il dodicesimo volo di prova noto come IFT-12, l’obiettivo dichiarato era la verifica delle novità tecniche della versione V3, nonché la raccolta di dati operativi. Il webcast ufficiale era programmato per iniziare quasi un’ora prima del lancio, consentendo a tecnici e osservatori di monitorare la sequenza di eventi e le eventuali anomalie.
Il lancio e le fasi critiche bloccate
Il conto alla rovescia si è arrestato a 40 secondi, dopo una serie di hold che hanno portato gli ingegneri a valutare parametri e sistemi propulsivi. La fase nota come Max Q — il momento di massima pressione aerodinamica — avrebbe dovuto essere raggiunta circa 45 secondi dopo il decollo, mentre la separazione degli stadi era pianificata poco oltre i due minuti. Per questa missione SpaceX non ha previsto il recupero operazionale del booster Super Heavy, concentrandosi invece sulla raccolta di telemetria e sull’analisi delle prestazioni in tutti i segmenti di volo.
Manovre e tappe previste
Nel piano di volo originale erano incluse tappe precise: la separazione del primo stadio, l’ammaraggio controllato del booster nel Golfo del Messico e lo splashdown della Starship nell’Oceano Indiano circa un’ora dopo il decollo. Durante la traiettoria la navicella avrebbe rilasciato 20 simulacri per Starlink e due satelliti sperimentali destinati a monitorare lo scudo termico durante il rientro. Inoltre era prevista la riaccensione di motori Raptor in orbita per testare accensioni multiple.
Le novità tecniche della versione V3
La V3 introduce una serie di aggiornamenti che riguardano sia il booster Super Heavy sia la navicella superiore. Tra le modifiche principali figurano motori Raptor riprogettati per maggiore spinta e minor peso, una capacità di carico superiore e sistemi rivisti per il propulsore dello stadio superiore, pensati per operazioni di lunga durata e per il rifornimento in orbita. Questi miglioramenti mirano a rendere la Starship conforme ai requisiti per missioni lunari del programma Artemis della NASA e per servizi commerciali come i lanci massivi di satelliti.
Test strutturali e di rientro
Per affinare le procedure di rientro la missione avrebbe sperimentato anche aggiornamenti allo scudo termico: alcune piastrelle protettive sono state modificate o rimosse intenzionalmente per valutare il comportamento della struttura in condizioni estreme. Inoltre erano previsti test sugli alettoni posteriori e manovre di assetto già tentate nei voli precedenti per migliorare l’atterraggio controllato o il recupero delle componenti. Tali prove sono fondamentali per ridurre i rischi nelle future missioni operative.
Ripercussioni finanziarie e piano di quotazione
Il test della Starship V3 assume rilevanza anche sotto il profilo economico: SpaceX è al centro dell’attenzione degli investitori per la prevista Ipo. Secondo fonti vicine, Goldman Sachs sarebbe il lead manager designato, affiancato da grandi banche come Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan Chase. La valutazione ambita dall’azienda supera i 1.750 miliardi di dollari e l’operazione potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, cifre che rendono cruciale ogni successo tecnologico per sostenere la narrativa verso il mercato.
I proventi attesi mirano a finanziare ulteriori sviluppi del vettore Starship, oltre a supportare progetti collegati come l’integrazione con xAI e iniziative industriali quali Terafab, pensata per la produzione di chip e data center spaziali. Gli investitori valuteranno come bilanciare la propensione al rischio a breve termine con la visione di lungo periodo per voli lunari e infrastrutture orbitali.
In chiusura, il rinvio del lancio mette in evidenza la complessità delle operazioni e l’importanza delle verifiche pre-volo per un sistema di così grandi dimensioni. La comunità aerospaziale e gli investitori seguiranno il nuovo tentativo annunciato per il giorno successivo con attenzione: il risultato determinerà non solo il progresso tecnico della Starship V3, ma anche la narrativa che accompagnerà la prossima fase della quotazione di SpaceX.