In Italia, come nel resto dell’Unione Europea, le bustine di ketchup e maionese saranno vietate. La misura, prevista dal regolamento PPWR, interesserà anche altre bustine per condimenti nei ristoranti e i mini-flaconi di shampoo negli hotel, puntando a ridurre i rifiuti da imballaggio e a incentivare l’uso di contenitori sostenibili e riutilizzabili. Ecco le date e tutte le novità.
Addio alle bustine monouso: la ristorazione si trasforma
Da agosto 2026, nei ristoranti dell’Unione Europea non sarà più consentito l’uso di bustine monouso per condimenti come ketchup, maionese, olio e aceto. Il divieto rientra nel PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), entrato in vigore a gennaio 2025, con l’obiettivo di ridurre del 15% i rifiuti da imballaggio pro capite entro il 2040 rispetto ai livelli del 2018.
La normativa stabilisce standard precisi per tutti gli imballaggi, puntando a eliminare quelli superflui, aumentare la riciclabilità e incoraggiare l’uso di materiali già riciclati. I ristoranti dovranno quindi sostituire le bustine con contenitori sostenibili, riutilizzabili o ricaricabili, ottimizzando anche lo spazio e il peso degli imballaggi per ridurre sprechi.
La Commissione europea sottolinea che gran parte della plastica monouso finisce nei mari, causando danni alla biodiversità e entrando nella catena alimentare, e che la nuova normativa mira a prevenire questi impatti ambientali, spingendo verso un’economia circolare.
Hotel e strutture ricettive verso l’igiene sostenibile
Parallelamente, il PPWR introduce restrizioni anche per gli articoli per l’igiene personale nelle strutture ricettive. Mini-shampoo, bagnoschiuma e saponi usa e getta saranno progressivamente eliminati, a favore di dispenser ricaricabili e soluzioni ecologiche. Questa scelta, sebbene comporti sfide come i costi di sostituzione e la gestione degli standard igienico-sanitari, risponde alla necessità di ridurre drasticamente la plastica monouso.
Inoltre, il regolamento rafforza la responsabilità estesa del produttore (EPR), prevedendo sistemi di tracciamento dei materiali e etichette con QR code per informare i consumatori sul riciclo. Entro il 2040, il 70% degli imballaggi alimentari dovrà essere riutilizzabile, trasformando ristoranti e hotel in veri e propri modelli di sostenibilità, con vantaggi anche in termini di reputazione e competitività per le imprese che anticipano la transizione.