Il costo dei carburanti è rimasto al di sopra dei 2 euro al litro, nonostante le recenti dichiarazioni governative. La pressione sui bilanci familiari è aumentata, soprattutto per chi percorre lunghe tratte in autostrada.
Nel tentativo di contenere la spesa, il governo ha introdotto un price cap che alcune compagnie hanno accolto a partire dal 28 settembre, quando Eni ha fissato un tetto massimo.
Seguono IpQ8 e Tamoil che hanno declinato la stessa misura nei giorni successivi.
Andamento dei prezzi e interventi governativi
Dal 27 settembre i valori medi hanno registrato un calo: il gasolio nei dispenser self-service è sceso di 19 centimetri al litro, mentre la benzina di 20,9 centimetri. Tuttavia, i prezzi rimangono “lunari”. Il 13 ottobre il gasolio costava 2,269 euro al litro in autostrada e 2,252 euro sulla rete stradale.
Confrontandoli con i valori pre-crisi del 27 febbraio, la differenza supera i 44 centimetri in autostrada e i 52 centimetri su strade ordinarie.
Le accise, invece, hanno subito una variazione: la riduzione di 5 centesimi annunciata per il 5 ottobre è terminata il 6 ottobre, e da quel momento lo Stato incassa 67,29 centimetri per litro di carburante, più l’IVA del 22 % sulle accise (circa 82 centimetri) e l’IVA sul prezzo industriale.
In totale, le imposte superano l’1 euro, arrivando a 1,08 euro per il gasolio in autostrada.
Il 7 ottobre la premier ha ribadito la disponibilità a intervenire nuovamente con il meccanismo delle accise mobili, sottolineando però la necessità di valutare la tenuta del price cap prima di ulteriori azioni.
1. Usa l’app “Osservaprezzi carburanti”
Scarica l’app del Ministero delle Imprese e del Made in Italy o visita il sito dedicato per confrontare i costi per zona, tratta autostradale o area geografica, ordinando i risultati dal più economico al più caro.
2. Prediligi il self-service
Le quattro compagnie che hanno introdotto lo sconto lo applicano quasi esclusivamente nei distributori self-service; scegli sempre questa modalità per beneficiare del prezzo più basso.
3. Controlla la corrispondenza tra segnaletica e prezzo reale
Verifica che il prezzo indicato sul cartello visibile dalla carreggiata coincida con quello mostrato sulla colonnina prima di erogare il carburante.
4. Non farti ingannare dal primo distributore
Se non possiedi l’app, evita di fermarti al primo distributore che accende la spia della benzina; attendi di confrontare i valori con gli altri punti vendita della zona.
5. Distinguere rete diretta e convenzioni private
Lo sconto non è obbligatorio per le stazioni convenzionate da privati, anche se portano il marchio della compagnia; controlla se il distributore è di proprietà diretta o affiliato.
6. Non tutti i distributori sono equivalenti
Il prezzo varia notevolmente tra una stazione e l’altra; considerare solo il marchio non è sufficiente per trovare l’offerta migliore.
7. Evita di accontentarti del prezzo medio regionale
Un valore inferiore alla media regionale può comunque essere il più costoso nella tua città; usa l’app per individuare il punto più economico sul territorio.
8. Fai il pieno prima di entrare in autostrada
Il prezzo scontato è spesso applicato solo nelle corsie self-service fuori dalle aree autostradali; riempire il serbatoio prima dell’ingresso può generare un risparmio significativo.
9. Guida con moderazione
Una guida più tranquilla riduce il consumo di carburante; chi va piano non solo arriva più sano, ma paga anche meno alla pompa.
10. Segnala gli errori di prezzo
Se trovi un’esposizione di prezzo incoerente, segnala immediatamente l’anomalia all’autorità competente per contribuire a una maggiore trasparenza.
