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Daniela Santanchè si dimette dal ministero del Turismo: Giorgia Meloni al lavoro sui possibili successori

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Dopo l’addio di Daniela Santanchè, Giorgia Meloni valuta i possibili successori e si apre il toto-nomina al ministero del Turismo.

Le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo segnano un momento di tensione interna in Fratelli d’Italia. Con il passo indietro della ministra, si apre subito il toto-nomina per individuare il suo successore, tra ipotesi politiche e profili tecnici, in un contesto ancora scosso dagli esiti del recente referendum.

Le dimissioni di Daniela Santanchè

Dopo una giornata turbolenta, Giorgia Meloni ha registrato anche l’addio di Daniela Santanchè dal governo. L’uscita della ministra del Turismo segue le dimissioni, già annunciate martedì, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Santanchè, che ha trascorso la mattinata chiusa nel suo ufficio, ha formalizzato la rinuncia con una lettera alla premier, ma senza nascondere una punta di rammarico: “Cara Giorgia, non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale, ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri”. La decisione di Santanchè segna un punto critico per Fratelli d’Italia, ancora scossa dal referendum e dalle tensioni interne. Il partito riflette ora sulle nomine future, con l’obiettivo di riequilibrare consenso e visibilità nei territori più fragili.

Parallelamente, al ministero della Giustizia il giorno dopo le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi è stato caratterizzato da rassicurazioni di Carlo Nordio. Durante il question time alla Camera, il ministro ha chiarito che “non è previsto in nessun ordinamento che il ministro si dimetta a seguito dell’esito negativo del referendum, tanto più che la fiducia è già stata confermata dal governo e dalla presidente del Consiglio”. Bartolozzi, secondo Nordio, ha agito con “dignità e onore” e il suo gesto dimostra “un grande senso di responsabilità”, mentre il ministero garantirà continuità con la sostituzione tempestiva della capo di gabinetto, affidata a Vittorio Corasaniti e Anna Chiara Fasano, già vicecapi.

Tensione in FdI: Daniela Santanchè si dimette e scatta il totonomi per il Turismo

Tra i nomi in campo per il dicastero del Turismo circolano Gianluca Caramanna, economista e manager turistico vicino a FdI, la direttrice generale di Enit Elena Nembrini, o il presidente di Ita, Sandro Pappalardo. Non mancano ipotesi di interim affidato alla stessa premier, che potrebbe assumere temporaneamente la casella prima di affidarla a un fedelissimo. Resta aperto il nodo del sottosegretario Delmastro, con possibilità di una nomina futura o di una ridistribuzione delle deleghe, ipotesi al momento non ancora definita. Tra i papabili si segnala la deputata FdI Sara Kelany, mentre per la leadership del Turismo si valutano anche profili di spessore tecnico come Luca Zaia o l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, pur con qualche scetticismo interno.

L’orizzonte resta quello di un riequilibrio politico e geografico, cercando di consolidare le aree più deboli e affrontare le tensioni post-referendum, con un’attenzione particolare alla gestione dei futuri ministeri: “La scelta non è semplice e richiede una riflessione attenta”, sintetizzano fonti parlamentari.