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Nel quartiere romano di Monteverde due tentativi di sottrazione di minori hanno allarmato famiglie e personale scolastico. Una donna non identificata si è presentata davanti a due scuole dell’infanzia tentando di farsi consegnare altrettante bambine, sostenendo di essere la loro baby sitter. In entrambi i casi la prontezza delle insegnanti ha impedito l’allontanamento delle minori.
Le docenti hanno contattato immediatamente i genitori e le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti del caso.
Come sono avvenuti i fatti
Il primo episodio riguarda la scuola comunale «Guglielmo Oberdan» in largo Ravizza. A metà mattina una donna si è presentata all’ingresso dichiarando di dover ritirare una bambina di tre anni. Ha mostrato al personale una fotografia sul telefono cellulare per convincere le insegnanti. Le docenti, insospettite, hanno telefonato ai genitori, che hanno negato di aver delegato qualcuno; la donna si è quindi allontanata.
Un episodio analogo è stato segnalato nella scuola dell’infanzia «Lola Di Stefano», nella zona dei Colli Portuensi, nello stesso intervallo temporale. In entrambi i casi il comportamento è stato qualificato come tentativo di sottrazione e ha determinato l’attivazione delle procedure di sicurezza previste. Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti del caso e stanno raccogliendo testimonianze e immagini disponibili.
Tempistiche e segnalazioni
Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti del caso e stanno raccogliendo testimonianze e immagini disponibili. A seguito di questi rilievi, la famiglia della bambina ha presentato una denuncia formale.
La questura ha comunicato l’apertura degli accertamenti e ha avviato gli approfondimenti del caso. Gli uffici hanno indicato che l’episodio risale all’11 febbraio 2026, mentre la diffusione della notizia e le reazioni istituzionali sono pervenute anche dopo il 13/02/2026 tramite comunicati e interventi pubblici.
La polizia ha invitato i dirigenti scolastici a segnalare tempestivamente qualsiasi presenza sospetta e a collaborare con le indagini. Gli operatori proseguiranno le verifiche sulle registrazioni e sulle testimonianze raccolte, con eventuali sviluppi comunicati dalle autorità competenti.
Reazioni istituzionali e misure di prevenzione
In seguito alle verifiche in corso, le autorità locali hanno intensificato il coordinamento con le forze dell’ordine per chiarire i fatti e prevenire ulteriori episodi. Il presidente del Municipio XII ha confermato il dialogo con gli inquirenti e il monitoraggio costante della situazione, evidenziando che si tratta della prima segnalazione di questo tipo nelle strutture coinvolte.
Il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina ha definito gli episodi di particolare gravità e ha chiesto al Campidoglio di rendere disponibili le immagini delle telecamere. Contestualmente sono state sollecitate misure per potenziare la sorveglianza agli ingressi e alle uscite e per incrementare i controlli negli orari sensibili. Gli operatori proseguiranno le verifiche sulle registrazioni e sulle testimonianze raccolte, con eventuali sviluppi comunicati dalle autorità competenti.
Il ruolo delle scuole e delle famiglie
Le scuole coinvolte hanno richiamato il personale docente e le famiglie alle regole vigenti. Per i bambini della scuola dell’infanzia non è prevista l’uscita autonoma e la consegna deve avvenire esclusivamente ai genitori o a persone espressamente delegate. Il principio è stato ribadito anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito in un comunicato ufficiale. Secondo le istituzioni, l’adozione di queste procedure ha impedito che la donna raggiungesse il proprio intento.
Le indagini e i punti aperti
Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per identificare la donna e stabilire se gli episodi siano opera di una sola persona o riconducibili ad altri precedenti. Tra gli elementi acquisiti figurano le testimonianze del personale scolastico e le denunce presentate dai genitori. Le autorità stanno inoltre valutando le registrazioni video degli istituti e della zona per ricostruire i movimenti. Gli operatori proseguiranno le verifiche sulle registrazioni e sulle testimonianze raccolte, con eventuali sviluppi comunicati dalle autorità competenti.
Possibili scenari investigativi
Dopo che gli operatori proseguiranno le verifiche sulle registrazioni e sulle testimonianze raccolte, gli inquirenti stanno esaminando ipotesi diverse. Tra le piste valutate vi è l’azione isolata di una persona che si sarebbe spacciata per baby sitter per ottenere la fiducia della famiglia. Un’altra ipotesi contempla una strategia più organizzata, basata su dati reperiti online o su contatti preesistenti.
È stato segnalato che la donna avrebbe mostrato la foto della presunta bambina sul cellulare, una tecnica impiegata per creare un’apparente corrispondenza visiva con la vittima. Nel frattempo le scuole del territorio hanno intensificato i controlli sulle deleghe di ritiro, rafforzato le procedure di verifica all’ingresso e consolidato il flusso informativo con le famiglie. Le autorità rimangono in attesa di ulteriori sviluppi comunicati dagli organi competenti.