Nel pomeriggio del 25 settembre 2026 la Polizia di Torino ha perquisito un appartamento in via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria. All’interno è stato rinvenuto il corpo di un uomo di circa quarant’anni, suddiviso in più parti e nascosto in sacchi neri. L’estrema violenza del gesto ha immediatamente suscitato scalpore nella cittadinanza e ha attivato le indagini più approfondite.
Le autorità, operanti su indicazione della procura del capoluogo piemontese hanno proceduto all’arresto di tre persone: un uomo, ritenuto indiziato di omicidio e soppressione di cadavere e due donne, una delle quali residente nella stessa abitazione dove è stato scoperto il cadavere. Per le due donne è stata ipotizzata la partecipazione come favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo.
Operazione di arresto e ruolo dei tre soggetti
L’intervento della Polizia di Torino è stato scaturito da una segnalazione telefonica al numero 112, che ha indicato la presenza di sacchi contenenti resti umani. Gli inquirenti hanno così potuto intervenire tempestivamente, assicurando i tre sospetti al commissariato. L’uomo, di circa quarant’anni, è stato imputato per omicidio e soppressione di cadavere mentre le due donne sono state tratte in giudizio per i reati di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere reati previsti dal codice penale.
Identità dei fermati e tipologia delle accuse
Il soggetto maschile, la cui età è intorno ai quarant’anni, è stato identificato come il principale responsabile del delitto, sulla base delle prove raccolte nella scena e delle testimonianze raccolte nei giorni precedenti. Le due donne, una delle quali viveva nello stesso stabile, sono state ritenute compiaciute nel nascondere i resti, contribuendo così alla circostanza di favoreggiamento. Nessun ulteriore dettaglio anagrafico è stato reso pubblico per motivi di tutela delle indagini.
Il percorso giudiziario: dalla Procura al Giudice per le Indagini preliminari
Dopo l’arresto, la procura ha redatto una nota ufficiale annunciando che, nelle ore successive, il Ufficio al Giudice per le Indagini preliminari riceverà le richieste di convalida del fermo e di valutazione sulla libertà personale dei tre arrestati. Questo passo è fondamentale per determinare se le misure cautelari resteranno in vigore durante le indagini approfondite.
Prossime fasi e possibile evoluzione del caso
Il giudice valuterà le prove fornite dalla procura e potrà disporre, a seconda della gravità dei fatti, misure restrittive quali la custodia cautelare in carcere o la sorveglianza speciale. Nel frattempo, gli investigatori continuano a esaminare il luogo del delitto, raccogliendo ulteriori elementi forensi e interrogando testimoni, al fine di ricostruire la dinamica esatta dell’omicidio e del successivo smembramento.
