Il verde sportivo sta diventando un punto d’incontro tra sostenibilità, partecipazione giovanile e rigenerazione urbana. A MyPlant & Garden (Fiera Milano–Rho, 18-20 febbraio 2026) è emerso con chiarezza che i campi non sono più soltanto superfici tecniche: sono luoghi di socialità e identità per le comunità. Per amministrazioni, società sportive e investitori la sfida è rinnovare una rete di impianti spesso datata, trasformando la manutenzione in investimento a lungo termine.
Cosa è emerso dagli eventi di settore
Le manifestazioni recenti hanno messo in mostra tecnologie e pratiche per il rinnovo degli impianti: dalla scelta dei materiali alla gestione efficiente dell’acqua. Gli interventi puntano a migliorare prestazioni sportive e accessibilità, con un’attenzione crescente verso soluzioni che coniughino qualità tecnica e sostenibilità ambientale.
Impatto sociale e vantaggi tecnici
Progettare impianti sicuri e curati produce effetti concreti: riduce l’esclusione sociale, crea punti di riferimento per i giovani e aumenta la sicurezza degli atleti. Un campo ben mantenuto migliora la qualità del gioco e abbassa il rischio di infortuni; una manutenzione regolare prolunga la vita delle superfici e, sul lungo periodo, riduce i costi complessivi. In molte sessioni si è ribadita l’importanza di figure professionali dedicate — come i ground manager — e di percorsi di formazione specifici per gli addetti.
Gestione come leva strategica
La gestione degli impianti richiede competenze che spaziano dall’agronomia alla pianificazione operativa, con una forte attenzione alla sostenibilità. L’introduzione di figure specializzate migliora l’efficienza: programmare interventi, scegliere materiali adeguati e monitorare i consumi energetici sono attività che riducono i costi operativi e aumentano la durata dei manti. Così la manutenzione si trasforma da voce di spesa a investimento strategico.
Modelli di finanziamento e partnership pubblico‑private
Gran parte degli impianti — circa l’80% — è in mano agli enti pubblici: questa diffusione della proprietà complica l’accesso a capitali privati. Per attrarre investimenti servono regole chiare, contratti di lungo periodo e garanzie che rendano sostenibile l’impegno economico del privato. In pratica, gli investitori cercano stabilità contrattuale e diritti d’uso tali da poter ammortizzare gli interventi (spesso su orizzonti di 15-20 anni). Strumenti come canoni indicizzati, clausole di manutenzione e finanziamenti agevolati possono favorire le partnership; l’Istituto per il Credito Sportivo è citato come possibile interlocutore per linee di credito dedicate.
Sinergie operative e sostenibilità dei materiali
Progetti pilota presentati in fiera mostrano pratiche replicabili: riduzione dei consumi, riciclo dei materiali e attenzione al fine vita dell’erba artificiale e dei sottofondi. L’innovazione interessa sia i manti naturali sia le soluzioni sintetiche, con sperimentazioni su sotto‑tappeti riutilizzabili e nuovi sottofondi a spessore ridotto per contenere costi e impatto ambientale. Perché questi processi diventino diffusamente praticabili serviranno standard di certificazione e sistemi di tracciabilità dei materiali.
Formazione e competenze operative
L’adozione di nuove tecnologie rende urgente la creazione di percorsi formativi per giardinieri, manutentori e responsabili tecnici. I corsi specialistici proposti riguardano materiali innovativi, tecniche agronomiche e gestione energetica; l’obiettivo è uniformare le pratiche, ridurre gli errori operativi e aumentare l’efficacia degli interventi. Bandi e incentivi per la formazione sono tra i passi successivi attesi dai partecipanti.
Priorità concrete emerse dall’incontro
Dalle discussioni sono emerse tre priorità concrete: 1) finanziamenti strutturati per manutenzione e rinnovamento; 2) regole contrattuali chiare per le partnership pubblico‑private; 3) percorsi formativi per gli operatori tecnici. Standard condivisi su qualità e sicurezza sono considerati fondamentali per garantire risultati duraturi.
Prospettive e prossimi passi
Si prevede l’avvio di bandi e misure di incentivazione per sostenere i percorsi formativi e gli interventi strutturali. Le amministrazioni stanno definendo criteri di accesso ai contributi e strumenti di monitoraggio per valutare le performance degli impianti. Parallelamente, lo sviluppo di strumenti finanziari dedicati e garanzie contrattuali solide dovrebbe facilitare l’ingresso di capitali privati e promuovere progetti più resilienti e circolari. Le soluzioni ci sono; la sfida ora è metterle a sistema, coordinando amministrazioni, operatori e investitori per trasformare visione e buone pratiche in progetti concreti.