Il governo accelera sull’adozione di nuove norme in materia di sicurezza, a seguito dei recenti episodi di violenza verificatisi durante manifestazioni pubbliche, come gli scontri di Torino al corteo di Askatasuna. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando a un pacchetto di provvedimenti che punta a rafforzare l’ordine pubblico, tutelare le forze dell’ordine e garantire la protezione dei cittadini, bilanciando però le esigenze di prevenzione con il diritto costituzionale a manifestare.
Ecco cosa sappiamo sulle misure in arrivo nel Decreto.
Sicurezza e confronto politico dopo gli scontri di Torino
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è atteso oggi alle ore 14 alla Camera per fornire un’informativa sugli episodi di violenza verificatisi a Torino durante il corteo di Askatasuna. Nel frattempo, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni prosegue il lavoro sul pacchetto di norme in materia di sicurezza. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato l’urgenza di approvare le nuove regole, precisando però che ciò deve avvenire “senza limitare il diritto a manifestare”.
Ieri a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice di maggioranza, con la partecipazione della premier, che ha ribadito il proprio “pieno sostegno” alle forze dell’ordine e invitato le opposizioni a collaborare in maniera istituzionale, auspicando una risoluzione unitaria sul tema della sicurezza. Il centrosinistra, tuttavia, ha chiesto di visionare il testo prima di esprimersi e di evitare qualsiasi “strumentalizzazione”. Il Partito Democratico ha chiarito: “Ribadiremo la netta condanna verso l’aggressione degli agenti a Torino e la solidarietà alle forze dell’ordine, come già fatto immediatamente”, ma ha aggiunto che eventuali misure già annunciate saranno discusse nel Parlamento attraverso l’esame di un provvedimento di legge, rispettando così le procedure democratiche.
Vertice Decreto Sicurezza, norme più dure in arrivo: ecco cosa cambia
Il nuovo pacchetto sicurezza, attualmente in fase di definizione dall’esecutivo, introdurrebbe una serie di strumenti mirati a prevenire episodi di violenza e garantire l’ordine pubblico durante manifestazioni e movimenti di piazza. Tra le misure principali figurerebbe il fermo preventivo, che permetterebbe a ufficiali e agenti di trattenere persone ritenute pericolose fino a 12 ore nei propri uffici, con la possibilità di estendere il periodo fino a 48 ore secondo alcune proposte politiche: come dichiarato da Matteo Salvini, “Se c’è qualche delinquente che vuole apparire sui televisori di tutto il mondo… è dovere di uno Stato trattenere queste persone”.
Sempre in chiave di prevenzione, sarebbe previsto il rafforzamento del Daspo urbano (Dacur), che vieta l’accesso alle aree urbane a chi risulti denunciato o condannato per reati commessi durante proteste pubbliche. L’introduzione dell’arresto in flagranza differita permetterebbe di intervenire tempestivamente su chi causa danni durante i cortei, senza attendere il decorso dei tempi ordinari di indagine. Inoltre, i prefetti potrebbero istituire “zone rosse”, ovvero aree caratterizzate da episodi di illegalità ripetuti, dove non possono sostare soggetti segnalati per reati contro la persona, droga o porto di armi. Misure accessorie prevederebbero anche il rafforzamento dei reparti di polizia locale e il potenziamento dell’operazione Strade Sicure, con l’incremento dei militari da 6.100 a 10.000 unità, oltre alla diffusione del taser in città che finora non ne erano dotate.
Il pacchetto includerebbe anche norme volte a tutelare legalmente sia gli agenti sia i cittadini. Lo “scudo penale erga omnes” stabilisce che, in presenza di cause di giustificazione come legittima difesa, stato di necessità o uso legittimo delle armi, il pubblico ministero non iscriverà automaticamente la persona nel registro degli indagati. Questo provvedimento, come evidenziato dalla premier Giorgia Meloni, garantisce protezione legale diffusa: “Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”.
Per i minorenni sarebbe prevista una stretta sui coltelli, con il divieto di vendita agli under 18, anche online, e sanzioni da 500 a 3.000 euro, aumentabili fino a 12.000 euro in caso di reiterazione. Il provvedimento stabilirebbe anche il divieto assoluto di porto di lame superiori a 5 centimetri e multe ai genitori che non vigilano sui figli responsabili di atti violenti. Per i ragazzi tra 12 e 14 anni si amplia la gamma di reati per cui il questore può emettere ammonimenti.
Il pacchetto sicurezza comprenderebbe inoltre interventi più ampi, come lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo delle prime case, e misure per contrastare la criminalità giovanile, la gestione dell’immigrazione irregolare e i ricongiungimenti familiari facilitati a carico di persone che commettono reati.
Il decreto legge e il disegno di legge, su cui si confrontano tecnici dei ministeri e alleati di governo, intendono offrire strumenti completi per garantire sicurezza urbana e tutela legale, prevenendo sia la violenza organizzata sia gli abusi di libertà civili.