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Ddl caccia “sparatutto” approvato in Senato: tensioni e proteste accompagnano il voto

Ddl caccia “sparatutto” approvato in Senato: tensioni e proteste accompagnano il voto

Il Senato approva il Ddl che modifica la normativa del 1992 sulla caccia tra contestazioni politiche e proteste delle associazioni ambientaliste.

Il Senato ha approvato il Ddl che interviene sulla normativa italiana in materia di caccia, introducendo una revisione della legge del 1992 e ridefinendo criteri, finalità e modalità di gestione della fauna selvatica. Il provvedimento, ora atteso alla Camera, ha acceso un forte dibattito politico e ambientale, tra chi lo considera una modernizzazione del sistema e chi teme un indebolimento delle tutele per gli animali e gli ecosistemi.

Ddl caccia al Senato: riforma della legge del 1992 e nuova impostazione sulla fauna

Con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni, il Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge che interviene in modo significativo sulla disciplina della caccia in Italia. Il testo, ora atteso alla Camera, è composto da 20 articoli e modifica la legge quadro 157 del 1992, che da oltre trent’anni rappresenta il riferimento per la tutela della fauna selvatica e la regolamentazione dell’attività venatoria.

Il provvedimento, firmato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan e sostenuto dalla maggioranza, introduce una revisione complessiva dell’impianto normativo, ridefinendo il ruolo della caccia all’interno delle politiche ambientali e di gestione del territorio.

Tra gli elementi più controversi emerge la nuova definizione dell’attività venatoria come “attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi”, insieme alla qualificazione dei cacciatori come bioregolatori.

Il testo amplia inoltre gli spazi operativi per la caccia, includendo un incremento delle specie cacciabili o catturabili e una revisione delle aree consentite. Un passaggio particolarmente discusso riguarda la rimozione del lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette, scelta che ha sollevato forti critiche da parte delle associazioni ambientaliste, che temono un indebolimento delle tutele per la fauna selvatica e possibili effetti sugli equilibri ecologici.

Nel dibattito parlamentare, segnato da oltre 900 emendamenti, è emersa una contrapposizione netta tra chi sostiene la necessità di una gestione “più attiva” della fauna e chi invece parla di arretramento sul piano della conservazione.

Scontro politico e proteste ambientaliste: il Ddl divide Parlamento e piazze

L’iter del provvedimento è stato accompagnato da un forte conflitto politico e da una mobilitazione diffusa fuori dal Parlamento. Le opposizioni hanno ribattezzato il testo come ddl “sparatutto”, denunciando il rischio di una liberalizzazione eccessiva dell’attività venatoria e un possibile indebolimento delle garanzie per la sicurezza pubblica e la tutela degli animali. Il clima in aula è stato segnato da uno scontro tra maggioranza e minoranza, con posizioni inconciliabili sulla visione complessiva della gestione della fauna selvatica.

Anche la società civile ha fatto sentire la propria voce con un sit-in davanti al Senato organizzato da Legambiente, Lipu, Lav, Enpa, Wwf e Lac, al quale hanno partecipato anche rappresentanti di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Le proteste si inseriscono in un quadro di forte tensione politica, alimentato da dichiarazioni molto nette. La deputata Michela Vittoria Brambilla ha definito la caccia “violenza e crudeltà su poveri animali indifesi”, annunciando battaglia alla Camera e facendo riferimento anche a possibili iniziative referendarie: “Con tutto il mio impegno, arriverò a raggiungere questo risultato, anche attraverso lo strumento referendario”.

Sul fronte dell’opposizione, il presidente del M5S Giuseppe Conte, presente al sit-in, ha parlato di un provvedimento “contram Constitutionem”, ribadendo durante la manifestazione: “La nostra opposizione sarà dura, intransigente, fermissima”. Con il passaggio alla Camera, il confronto si preannuncia ancora più acceso, mentre il testo potrebbe subire ulteriori modifiche nel corso dell’esame parlamentare.

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