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Almar’à, 13 donne per un arcobaleno musicale d’integrazione

Roma, 9 dic. (askanews) – Tredici donne, nove provenienze geografiche diverse, un sound unico. È Almar’à, la prima orchestra di donne arabe e del Mediterraneo in Italia. Una parola che significa “donna con dignità” per un progetto che punta a superare gli stereotipi legati al mondo arabo.

“Rim Almar’à” è il video del loro primo singolo, realizzato da Francesco Cabras: un pezzo della tradizione araba tunisina di cui mantiene la lingua, ma rielaborato nel testo e negli arrangiamenti per unire la forza della melodia araba all armonizzazione occidentale. Il titolo vuol dire “Giovane donna”, ed è la promessa d’amore a un uomo che sta partendo, forse per sempre.

Silvia La Rocca, flautista, e Hana Hachana, voce, ci hanno spiegato questa meraviglia culturale e musicale che nasce da una straordinaria polifonia femminile: “È stata una scoperta molto interessante perché tutte, forse anche con una sorta di pregiudizio, pensavamo che 13 donne insieme potessero essere difficili da gestire invece devo essere sincera è stato tutto molto naturale”.

“Io per esempio, venendo da una formazione completamente classica mi sono trovata piacevolmente spiazzata perché sono abituata a mettermi al leggìo, studiare la parte, suonare, ma c’è tanta apertura, addirittura durante le prove di un brano lei che è una fantastica danzatrice del ventre, durante una prova ha cominciato a ballare e mentre suonavamo eravamo tutte contente, anche le altre…”

Hana è nata in Italia da genitori tunisini ma è cresciuta nel suo paese d’origine prima di tornare da poco a Roma e scoprire una grande passione per il canto: “Per me è la prima volta che faccio questo, non ho esperienza prima, è la prima volta che canto e faccio parte dell’orchestra, per me è una cosa bellissima, anche cantare in arabo per me è fantastico, mi piace troppo”.

La sfida di Almar’à è creare una musica che rispetti le tradizioni pur integrando una grande diversità di stili, dalla classica al jazz, alla musica tradizionale, alle sonorità brasiliane, fino a creare un sound originale: ma il suo messaggio va oltre: “Fa prima di tutto sentire ma poi anche vedere nei nostri volti nei colori diversi, come tutto questo sia possibile e la qualità e la bellezza di un lavoro di questo genere”.

L’orchestra è nata nel 2017 tra Firenze e Roma grazie alla collaborazione tra Fondazione Fabbrica Europa e il Centro socio-culturale tunisino “Dar Tounsi”, e con il coordinamento artistico di Ziad Trabelsi dell Orchestra di Piazza Vittorio. Ha avuto il supporto del MiBACT attraverso MigrArti e il sostegno della Fondazione Pianoterra.

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