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Omicidio di Zoe Trinchero, Naudy Carbone (l'uomo che ha rischiato il linciaggio" rompe il silenzio: "Ecco cosa volevano farmi"

zoe trinchero naudy

Il 39enne, musicista di origini africane, ha voluto ripercorre i drammatici momenti a seguito del ritrovamento del corpo della 17enne.

Ha rischiato il linciaggio Naudy, Carbone, l’uomo di 39anni di origine africane che era stato additato come il responsabile della morte di Zoe Trinchero, 17 anni. Ora, il 39enne, ha rotto il silenzio e ha voluto ripercorrere quei drammatici momenti.

Omicidio di Zoe Trinchero: “E’ stato il nero, quello pazzo”

Il corpo senza vita di Zoe Trinchero, 17 anni, è stato ritrovato nel Rio a Nizza Monferrato.

A confessare l’omicidio Alex Manna, amico 20enne della vittima ma, prima di ammettere il delitto, il ragazzo aveva accusato Naudy Carbone, musicista di origini africane di 39 anni: “E’ stato il nero, quello pazzo.” Dopo l’accusa, decine di persone si sono dirette sotto casa del 39enne, convinte appunto che fosse stato lui a uccidere Zoe, con Carbone che ha rischiato il linciaggio. Ma ecco il racconto dello stesso.

Omicidio di Zoe Trinchero, Naudy Carbone (l’uomo che ha rischiato il linciaggio” rompe il silenzio: “Ecco cosa volevano farmi”

Naudy Carbone è stato salvato dall’arrivo della Polizia, l’uomo, 39 ani di origini africane, ha rischiato infatti il linciaggio da parte di decine di persone dopo che Alex Manna (che poi ha confessato di essere stato lui a uccidere Zoe Trinchero perché lei lo aveva rifiutato) lo aveva accusato di essere l’assassino della 17 enne. Ma ecco il racconto a Repubblica di Naudy: “ero il bersaglio più facile, per il colore della mia pelle e per le mie fragilità. Uno stigma che mi porto addosso da tempo. Mi fa male quello che è accaduto. Sono venuti sotto casa in tanti, avevano dei bastoni, volevano picchiarmi. Non conoscevo Zoe e nemmeno chi mi ha indicato come assassino. Sono stato tutta la sera a casa, ho lavorato sull’Ipad e ho ordinato una pizza a domicilio. Ho lo scontrino.” A salvare Naudy l’arrivo dei Carabinieri: “mi sono affacciato, sotto casa c’erano tantissime persone, ragazzini e adulti. Urlavano ‘Nero di me**a. scendi!’ Io non capivo cosa stesse succedendo. Alcuni sono saliti fino al pianerottolo. Ho chiamato i Carabinieri. Sono arrivati e mi hanno portato in caserma.”