Migranti: 'Multedo dice no', muro a muro tra i cortei
Migranti: ‘Multedo dice no’, muro a muro tra i cortei
Genova

Migranti: ‘Multedo dice no’, muro a muro tra i cortei

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La fiaccolata per dire no ai migranti ai Multedo ha visto un clima di tensioni tra i due schieramenti. La fiaccolata è comunque sia andata avanti tra silenzio e insulti

Ieri sera doveva essere la serata del confronto pacifico tra chi è pro migranti a Multedo e chi non lo è. Purtroppo la situazione fin da subito è degenerata con una tensione palpabile ancor prima di accendere la fiaccolata dando via al corteo.

Migranti, muro a muro

Un momento di altissima tensione tra due fazioni molto distinte anche nei colori. Da una parte un arcobaleno per dire e dall’altra bambini che avevano un cerotto in bocca per dire no.

Sono da poco passate le 19 ai giardini di Lennon, simbolo della protesta, con la presenza di circa un centinaio di operai e sindacalisti della Fiom che distribuivano volantini con su scritto: “Genova solidale”.

C’era Armando Palombo, rappresentante della Fiom nella rsu dell’Ilva, che ha speso qualche parola per la situazione surreale che si sta creando contro gli migranti a Multedo: “Chi è qui per manifestare contro chi ha la sola colpa di essere straniero si deve vergognare!”.

Tutto bene qui fino a quando appare Stefano Garassino, l’assessore alla Sicurezza.

Così, scattano i cori di protesta che prendono a insultare con toni minacciosi con: “Vergogna, vieni a prendere noi a calci in culo se hai coraggio … vergognati!” – in risposta a ciò che Garassino aveva detto giorni fa nel caso in cui incontrasse un immigrato chiedere l’elemosina -.

Garassino a tal proposito ha commentato: “Hanno fatto muro a muro a una manifestazione pacifica, con una condotta totalmente antidemocratica. Sono volati anche dei bulloni per colpirmi, spero che il sindaco possa porre un po’ di disciplina a questi suoi iscritti”.

Dopo, le indagini della Digos scopriranno che si trattava non di bulloni ma di diamanti finti contro i rappresentanti della Lega con un evidente riferimento alle vicende del partito ai tempi di Belsito tesoriere con lo slogan: “Lega ladrona, Genova non perdona”.

Poi i preparativi sono andati avanti con la distribuzione delle candele ma i manifestanti erano ancor pochi rispetto ai centinaia rappresentanti della Fiom.

Migranti, la fiaccolata

La fiaccolata va avanti silenziosa, il corteo diventa un fiume di persone – circa un migliaio in marcia -, da via Reggio passando sull’Aurelia fino a raggiungere il ponte di Pegli dove, come previsto, avviene lo scontro con i giovani del centro Utopia con uno scambio di insulti tra le due fazioni con sottofondo il canto partigiano “Bella Ciao”.

La fiaccolata comunque sia va avanti fino a raggiungere i giardini Peragallo di fronte al Mediterranee.

Alcune persone con le magliette ‘Multedo dice no’ riferiscono la paura che si respira da quando sanno che i migranti saranno vicini di casa.

Una coppia partecipante spiega: “I nosti genitori hanno più di 80 anni e stanno chiusi in casa col pensiero angosciante di trovarsi dinanzi casa il centro degli immigrati visto che sarebbero dirimpettai”. Un altro signore con la fiaccola in mano annuisce con la testa e dice: “Io ho due bambini di 3 e 7 anni e non vorrei che potessero essere in pericolo per una accoglienza che umanamente si capisce ma che potrebbe apportare veramente tanto disagio. Come possiamo essere tranquilli? Ci saranno le forze dell’ordine a proteggerci nel caso in cui ci fosse delinquenza reiterata?”.

Dunque, sarebbe troppo facile puntare il dito contro coloro che prendono posizione. Alla fine è bene ascoltare le persone che vivranno la situazione da vicino ed è bene cercare il più possibile di aiutare chi si trova nella nostra terra. E, per questo, deve di certo sopravvivere.

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