Il 21 settembre l’Hôtel Drouot di Parigi aprirà le porte a una mostra insolita: 285 pezzi provenienti dalle residenze di Brigitte Bardot, la leggendaria icona del cinema francese, saranno messi all’asta. La vendita, organizzata dalla Maison Millon, ha l’obiettivo di finanziare la Fondazione Brigitte Bardot impegnata nella difesa degli animali.
Provenienti da Saint-Tropez, dalle ville La Madrague e La Garrigue e dall’appartamento di rue de la Tour, gli oggetti sono stati ricostruiti all’interno della sala d’esposizione per ricreare l’atmosfera delle due case.
Gli oggetti in vendita: dalla Maison Millon a Saint-Tropez
Tra le 285 unità figurano ballerine Repetto in pelle, anelli di diamanti una copia illustrata del Kama Sutra e una serie di utensili da cucina firmati Le Creuset.
Si trovano anche una bicicletta Peugeot una macchina da scrivere Olivetti Lettera 22 usata per la corrispondenza della star e per la stesura della sua autobiografia, e due chitarre: una Yamaha e una flamenca Admira. Gli arredi includono una poltrona in vimini “Peacock”, un tavolo tulipano in stile Knoll e vari oggetti di uso quotidiano che Bardot amava definire merdouilles – sveglie, posacenere, accendini, crocifissi e persino matrioske con il suo volto.
Gioielli di prestigio e ricordi di una vita
Tra i lotti più pregiati spicca un anello Mellerio con un diamante da 3,67 carati, la cui base d’asta è fissata tra 5.000 e 10.000 euro. Un cuore d’oro firmato Fred, decorato dalla scultura di Miroslav Brozek partecipa con una valutazione di 1.500-3.500 euro. Un braccialetto d’oro con ciondoli a forma di chitarra, cuore, gabbia e medaglia di Santa Brigida, indossato alle nozze del 1959, è stimato tra 800 e 1.200 euro. Molti lotti hanno un prezzo di partenza inferiore a 100 euro, ma gli offerenti sono pronti a far lievitare le cifre.
Il valore emotivo e le parole di Frank Guillou
Frank Guillou, segretario personale di Brigitte per quasi quarant’anni, ha introdotto la mostra con una frase che sintetizza l’approccio della star verso i propri oggetti: “Ogni oggetto in vendita porta con sé la traccia di un incontro, di un coinvolgimento, di un momento di felicità, di una tappa della sua vita”. Guillou ha ricordato come la diva avesse una memoria fotografica per gli oggetti: “Vedeva immediatamente se un oggetto era stato spostato o meno; lo rimettemmo al suo posto con cura”. Ha anche spiegato perché la collezione di ritratti, alcuni di natura erotica, non veniva esposta, ma conservata come regali di artisti e amici.
Controversie familiari e destino della collezione
Il figlio e ultimo marito, Bernard d’Ormale, ha definito la vendita “scandalosa”, sostenendo che gli oggetti fossero troppo intimi per essere messi all’asta e avrebbero dovuto essere conservati per una futura apertura della Madrague al pubblico. D’Ormale ha contestato la decisione, affermando che la sua approvazione non comprendeva la cessione di tali beni. La Fondazione ha ribattuto, precisando che la deliberazione era stata approvata dal consiglio di amministrazione, a cui d’Ormale partecipava in quel periodo.
Tra i pezzi più curiosi emergono due collari per cani – uno in cuoio e uno in stoffa rossa – con le medagliette di vaccinazione e il recapito dell’attrice. Un porta-parrucca italiano e un paio di Moon Boot completano la panoramica di oggetti che raccontano la vita privata di Bardot, dal suo amore per la danza (una tutù nero, un tuta di Stivali rossi) alle sue abitudini quotidiane (accendino Bic, pacchetto di sigarette Winston Blu). L’asta, quindi, non è soltanto un’occasione di mercato, ma un vero e proprio viaggio nella memoria di una donna che ha trasformato la propria bellezza in un impegno per gli animali.
