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Uccide una tartaruga rarissima e la mangia: cosa rischia il sub cinese

Uccide una tartaruga rarissima e la mangia: cosa rischia il sub cinese

Il fatto si è verificato in un'area protetta in Indonesia tra l'8 e l'11 settembre scorso. Ora aperte indagini per stabilire il destino del presunto colpevole.

La caccia agli animali a rischio estinzione è una pratica purtroppo molto diffusa che gli animalisti tentano in tutti i modi di dissuadere dal compiere ma purtroppo il bracconaggio è alla base delle opere di esperti sub che conoscono esattamente cosa vanno a cacciare e sperano di non essere mai trovati.

La caccia alla tartaruga embricata, esemplare in via di estinzione

L’oggetto del contendere in questa storia è un esemplare di tartaruga embricata che riposava sul fondale dell’arcipelago indonesiano di Raja Ampat dove vivono delle specie protette, come lo era appunto la tartaruga.

Un gruppo di sub di origine cinese, con a capo un istruttore di 36 anni ha ben pensato di immergersi in acqua e di sparare con un fucile da sub all’animale uccidendolo.

Il gesto di per sé rischia, qualore il sub fosse colpevole, di portare ad una condanna pari a 15 anni di carcere perché si è verificato il bracconaggio pratica illegale che punta ad uccidere specie rare per il solo piacere di farlo.

Sui social il filmato del pasto con l’animale raro

La situazione ancora più oltraggiosa dell’uccisione dell’animale è che il sub di origine cinese di 36 anni ha ben pensato di pubblicare sui social la foto del pasto a base di tartaruga.

Nella foto assieme a lui ci sono anche altre due persone, presumibilmente le stesse che erano con lui quando ha ucciso a sangue freddo l’animale.

A portare all’attenzione il fatto nel nostro paese ci ha pensato l’ecologo marino Andrea Bonifazi, come riporta Fanpage.it che lo ha intervistato, perché questa esecuzione accende i riflettori sulla gravità del bracconaggio.

Non si tratta solo di aver ucciso un animale inerme ma soprattutto di averlo fatto all’interno di un area protetta e contro un animale in via di estinzione. Rappresenta un atto di una gravità inaudita” – questo il commento di Bonifazi.

L’ecologo infatti ha postato la foto del piatto, riprendendo il post del sub cinese, ora per lui – il sub – oltre ai già citati 15 anni di carcere vi è il pericolo di una multa di 5 milioni di rupie, pari a 250.000 euro per caccia di un animale raro all’interno di un’area protetta, andando di fatto contro la legge numero 5 del 1990 relativa alla conservazione delle risorse naturali nei loro ecosistemi.

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