Un caso di bracconaggio in laguna di Venezia ha visto coinvolto Donald trump Jr, figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti. La vicenda, denunciata da Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Tutela Animali di Europa Verde, ha suscitato grande clamore tra gli ambientalisti. La Procura della Repubblica di Venezia ha recentemente chiesto l’archiviazione del fascicolo, ma Zanoni non intende arrendersi e ha annunciato un’istanza di opposizione.
La denuncia di Andrea Zanoni
Andrea Zanoni ha denunciato Donald Trump Jr. nel per fatti accaduti il 15 nella Valle Pirimpiè, nel comune di Campagna Lupia. Secondo la denuncia, Trump Jr. avrebbe partecipato a una battuta di caccia durante la quale è stata uccisa una casarca (tadorna ferruginea), un animale protetto. Zanoni ha dichiarato di aver ricevuto un video in cui Trump Jr.
mostrava l’animale già morto e di averlo consegnato ai Carabinieri forestali.
“Sono sconcertato da questa decisione perché ritengo i fatti molto gravi”, ha affermato Zanoni, esprimendo il suo disappunto per la richiesta di archiviazione da parte del pm di Venezia. La battuta di caccia era stata organizzata da una società specializzata che forniva armi, esche, munizioni, vitto e alloggio.
Durante una perquisizione dei Carabinieri, sono state sequestrate 1.400 anatre abbattute e congelate, alcune delle quali protette, oltre a 8.500 munizioni di caccia detenute illegalmente.
Le accuse di continuità del reato
Zanoni ha anche rivelato che Trump Jr. era andato a caccia a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, il giorno prima dell’episodio nella Valle Pirimpiè. Secondo l’esponente ambientalista, “parrebbe evidente la continuità del reato e potrebbero ravvisarsi a carico di più soggetti anche gli estremi dei reati di ricettazione per il commercio delle anatre illecitamente abbattute, oltre a quello di associazione a delinquere“.
La vicenda ha sollevato numerose domande sulla legalità delle attività di caccia nel Veneto e sulla protezione delle specie animali protette. Gli ambientalisti continuano a monitorare la situazione e a chiedere maggiore trasparenza e severità nelle indagini.
Le reazioni degli ambientalisti
L’Osservatorio Tutela Animali di Europa Verde ha espresso forte preoccupazione per la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Venezia. “È fondamentale che i reati di bracconaggio siano perseguiti con la massima severità”, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione. “La protezione delle specie animali protette è una priorità assoluta e non può essere compromessa da decisioni che minimizzano la gravità dei fatti”.
Gli ambientalisti hanno anche sottolineato l’importanza di una maggiore vigilanza nelle aree naturali protette, come la laguna di Venezia, per prevenire episodi di bracconaggio e garantire la conservazione della biodiversità. La vicenda di Trump Jr. ha messo in luce la necessità di rafforzare le leggi e le sanzioni contro il bracconaggio, un fenomeno che minaccia la sopravvivenza di numerose specie animali.
