Il 14 settembre 2026 Consumerismo No Profit ha presentato al Tribunale di Palermo Sezione Specializzata in materia di Impresa, un ricorso contro la società Me Contro Te S.r.l. (ex Pandacorno S.r.l.s.). L’azione inibitoria, ai sensi dell’art. 840-sexiesdecies c.p.c, mira a far cessare una serie di pratiche ritenute ingannevoli e lesive della privacy dei minori, oltre a chiedere sanzioni per le irregolarità riscontrate.
Le richieste specifiche del ricorso
Nel documento depositato, Consumerismo chiede al giudice di ordinare la rimozione immediata della call-to-action “Vai allo shop!” dal sito e dall’app omonima, dove la voce “Negozio” è inserita in prima posizione nel menu principale senza alcuna distinzione dai contenuti ludici. La richiesta comprende anche l’obbligo di separare nettamente la sezione commerciale da quella di intrattenimento entro trenta giorni, di introdurre un filtro di età o di richiedere il consenso genitoriale prima di mostrare prodotti affiliati.
Modifiche tecniche richieste
Consumerismo esige inoltre la revisione del cookie banner che attualmente presenta solo l’opzione “Ok” con una dicitura insinuante. Il nuovo banner dovrà offrire le possibilità “Accetta” e “Rifiuta” con pari evidenza, oltre a un linguaggio chiaro comprensibile anche ai più piccoli. Infine, la parte relativa alle informative privacy dovrà essere riscritta in termini semplici, indicare in modo esplicito chi è il venditore, le condizioni di vendita, garanzia e diritto di recesso, e fornire una prova di DPIA (Data Protection Impact Assessment) sui trattamenti dei dati dei minori.
Le presunte violazioni contestate
Il ricorso elenca diverse infrazioni al Codice del Consumo e al Regolamento privacy. Prima di tutto, la pratica commerciale aggressiva si manifesta nella pressione diretta sui bambini a cliccare su “Vai allo shop!” e a procedere a un acquisto su Amazon tramite link di affiliazione, senza alcun avviso che si tratti di contenuti sponsorizzati. Poi, la pratica ingannevole per omissione è evidente perché le pagine non specificano chi è il venditore reale né la natura affiliata del link, né le condizioni di garanzia o di recesso.
Pubblicità occulta e identità societaria confusa
Secondo Consumerismo, la mancata demarcazione tra intrattenimento e pubblicità costituisce una forma di pubblicità occulta. Inoltre, il sito e l’app mostrano tre denominazioni diverse – “Me Contro Te” nel footer, “Pandacorno s.r.l.s.” nella privacy del sito e “Me Contro Te S.r.l.” nell’app – oltre a due sedi legali (Partinico e Marsala) collegate alla stessa partita IVA, creando una identità societaria opaca.
Cookie e privacy dei minori
Il cookie banner attuale utilizza un messaggio ingannevole del tipo “Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice”, limitandosi a un solo pulsante “Ok”. Non è previsto alcun pulsante “Rifiuta”, violando così le disposizioni del Garante sulla trasparenza. Inoltre, le informative privacy indicano erroneamente che i dati saranno conservati “non oltre il 31-12-” e citano una base giuridica sbagliata, mentre i dati sono effettivamente trasferiti a servizi extra-UE come Google Analytics e Azure PlayFab, senza alcuna valutazione d’impatto.
Il profilo dei soggetti coinvolti
Il duo di creator dietro Me Contro Te è composto da Luigi Calagna e Sofia Scalia**, i quali hanno costruito un impero digitale seguito da milioni di bambini italiani: 7,31 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 milioni di follower su Instagram e 3,5 milioni su TikTok. Il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele sottolinea che “i minori non sono un target commerciale e chi instaura un rapporto di fiducia con loro è tenuto a un più elevato livello di diligenza”.
Il 9 giugno, Consumerismo aveva già segnalato le criticità all’Antitrust e richiesto al Garante la trasmissione dei profili privacy della società. L’assenza di risposta ha spinto l’associazione a ricorrere direttamente al tribunale, notificando inoltre la denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani.
