> > Nuova legge americana per colpire energia e difesa russa

Nuova legge americana per colpire energia e difesa russa

Nuova legge americana per colpire energia e difesa russa

Il presidente Donald Trump ha firmato una normativa che consente nuovi dazi su energia russa e amplia le sanzioni contro la difesa e la shadow fleet, suscitando forti reazioni internazionali.

Il presidente statunitense Donald trump ha apposto la firma a una legge che espande le sanzioni contro la Russia, introducendo al contempo la facoltà di imporre dazi fino al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi. Il provvedimento, approvato dal Congresso pochi giorni prima, mira a indebolire le finanze di Mosca e a colpire direttamente il settore energetico, la difesa e la cosiddetta shadow fleet la flotta ombra di petroliere utilizzata per eludere le restrizioni occidentali.

Il voto del Congresso e i numeri chiave

La Camera dei rappresentanti ha deliberato il nuovo pacchetto con 262 voti a favore e 159 contrari confermando l’approvazione quasi unanime del Senato ricevuta in precedenza (86 a 11). La maggioranza dei democratici ha sostenuto la misura, sebbene alcuni abbiano contestato la concessione al presidente del potere di imporre dazi commerciali, considerandola una violazione dei principi di libero mercato.

I repubblicani, invece, si sono divisi, con una minoranza che ha votato contro per ragioni ideologiche.

Le misure specifiche: energia, difesa e shadow fleet

Il disegno di legge punisce direttamente il settore energetico russo, imponendo restrizioni su esportazioni di petrolio e gas, e il comparto della difesa mirando a imprese e individui legati a Vladimir Putin.

Tra gli obiettivi c’è anche la shadow fleet una rete di navi che consentiva al Cremlino di aggirare le sanzioni precedenti. Inoltre, la norma estende le restrizioni a entità straniere che supportano lo sforzo bellico russo e rinnova le sanzioni già in vigore contro l’Iran.

Il potere dei dazi e le reazioni di Cina e India

Una clausola particolarmente controversa conferisce a Trump la possibilità di applicare dazi fino al 100% ai paesi che continuano ad acquistare grandi volumi di energia russa. Cina e India, i due maggiori importatori rimasti, sono i principali bersagli di questa strategia. New Delhi ha dichiarato che la sicurezza energetica resterà una priorità, sottolineando che continuerà ad acquistare petrolio russo attraverso forniture diversificate. Pechino, invece, ha respinto la cosiddetta “long-arm jurisdiction”, definendola una violazione del diritto internazionale.

Le osservazioni a Washington

Gregory Meeks, capo del gruppo democratico nella Commissione affari esteri della Camera, ha criticato la formulazione del testo, sostenendo che privilegia i poteri tariffari del presidente a scapito di impegni vincolanti sulle sanzioni. Ha dichiarato che avrebbe sostenuto la legge se la parte sui dazi fosse stata rimossa, ma i repubblicani hanno opposto resistenza a ogni modifica. Parallelamente, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le nuove misure “azioni ostili” e avvertito che ulteriori sanzioni potrebbero ostacolare i negoziati di pace.

Reazioni ucraine e prospettive di impatto globale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato il Congresso a dare il via libera alle sanzioni, affermando che “ogni giorno di ritardo è un giorno in cui in Ucraina dobbiamo seppellire altre persone“. Le associazioni ucraine, tra cui Razom We Stand, hanno accolto favorevolmente l’approvazione ma chiedono una rapida attuazione per fermare i flussi di denaro verso la cassa di guerra del Cremlino. Sul fronte energetico, l’applicazione generalizzata dei dazi potrebbe ridurre l’offerta di greggio russo sul mercato globale, spingendo verso l’alto i prezzi e accelerando la frammentazione del sistema energetico internazionale, con potenziali ripercussioni su assicurazioni marittime, valute e rotte commerciali.

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