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Scopri la nuova fiction su Guareschi in prima serata Rai 1

Scopri la nuova fiction su Guareschi in prima serata Rai 1

Giovannino Guareschi prende vita su Rai 1: una fiction che racconta il ritorno dal lager, la nascita di Don Camillo e Peppone e la sua battaglia contro il potere.

La prima serata di domenica 20 settembre 2026 ha visto su Rai 1 la messa in onda di una fiction inedita, “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”. Il lungo titolo richiama la celebre frase con cui lo scrittore coniò il suo spirito indomito, ed è il frutto di una produzione firmata da Andrea Porporati, realizzata in collaborazione con Rai Fiction e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.

La narrazione si concentra su un periodo cruciale della vita dell’autore emiliano, andando a dipanare le vicende che hanno alimentato la genesi dei suoi personaggi più amati, Don Camillo e Peppone.

Al centro della trama troviamo Giuseppe Zeno che interpreta Guareschi, affiancato da Benedetta Cimatti nei panni della moglie Ennia e da Andrea Roncato nel ruolo del padre Primo Augusto.

La sceneggiatura, ispirata al libro autobiografico “Chi sogna nuovi gerani?” curato dagli eredi Alberto e Carlotta Guareschi, si avvale della consulenza esclusiva del figlio Alberto, garantendo una fedeltà storica ai fatti realmente documentati.

Il ritorno dal lager e l’inizio di una nuova avventura

Il film parte dal 1945, quando Guareschi, dopo una prigionia di quasi due anni nei lager polacchi per il suo rifiuto di combattere al fianco dei nazisti, rientra a piedi nella sua amata Bassa emiliana.

Accolta dalla famiglia – dalla moglie Ennia e dai figli Albertino e Carlotta – la sua prima azione è riprendere la penna per osservare la realtà circostante con occhi liberi. In questa fase nasce l’idea di fondare il settimanale satirico Candido che diventerà la vetrina delle sue battaglie culturali e politiche. La produzione ha girato nei luoghi autentici dove Guareschi visse, tra le campagne di Parma e le strade di Bologna, rendendo la fiction un vero omaggio al territorio che lo ha ispirato.

La nascita di Don Camillo e Peppone e il successo del “Mondo piccolo”

Il racconto segue lo sviluppo editoriale del “Mondo piccolo”, il ciclo di racconti che ha introdotto al pubblico i personaggi simbolo della contrapposizione tra il sacerdote Don Camillo e il sindaco comunista Peppone. La serie, pubblicata a partire dal 1948, si distingue per l’ironia tagliente e per la capacità di riflettere le tensioni politiche del dopoguerra italiano. La fiction mostra le trattative con l’editore Angelo Rizzoli e il produttore cinematografico Peppino Amato, culminate nella trasposizione cinematografica che ha visto Fernandel e Gino Cervi nei ruoli protagonisti. Questo segmento evidenzia come la satira di Guareschi sia riuscita a trascendere la carta, diventando parte integrante della cultura popolare.

Il confronto con la politica e la prigione a Parma

Parallelamente al successo letterario, la serie illumina le battaglie politiche che hanno segnato la vita dell’autore. Nel 1954, Guareschi pubblica su Candido due lettere attribuite ad Alcide De Gasperi, rivelandosi poi false. La diffamazione porta a una condanna per diffamazione ad opera del tribunale di Parma, che lo costringe a scontare 409 giorni di carcere nel penitenziario di San Francesco. La sua ferma determinazione, riassunta nella frase “non muoio neanche se mi ammazzano”, lo porta a rifiutare ogni appello, sostenendo la propria innocenza. Questo episodio è narrato con toni drammatici, mostrando le tensioni tra libertà di stampa e potere politico nel contesto del dopoguerra.

La fiction, disponibile anche in streaming su RaiPlay, rimane on-demand per chi vuole approfondire la figura di un uomo che, pur essendo fonte di controversie, ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura italiana. La storia di Guareschi, con la sua combinazione di satira, coraggio e radicata appartenenza al territorio, continua a parlare alle nuove generazioni, dimostrando che la libertà di espressione può resistere a ogni oppressione.

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