La 27ª edizione di Pordenonelegge si è conclusa domenica 20 settembre con un pubblico stimato di oltre 160mila presenze. L’evento, inserito nel contesto delle celebrazioni per l’80° della Repubblica ha offerto 447 incontri e coinvolto 694 protagonisti sottolineando l’importanza della lettura e del dibattito pubblico. Il Teatro Verdi di Porcia è stato il palcoscenico della cerimonia finale, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tenuto un discorso incentrato sulla libertà di pensiero, il valore del dissenso e il ruolo della cultura come motore della democrazia.
Incontro tra fedelissimi del lavoro e istituzioni: il caso Electrolux
All’uscita dal teatro, il governatore della Regione Friuli Venezia GiuliaMassimiliano Fedriga si è avvicinato a una fila di decine di dipendenti della Electrolux radunati dietro uno striscione giallo con la scritta “Electrolux non si spegne”. Il clima di tensione era palpabile: lo stabilimento di Porcia rischia un forte ridimensionamento, con il rischio di numerosi esuberi che colpirebbero tutta la presenza dell’azienda in Italia.
Fedriga ha stretto la mano a molti operai, scambiando parole di solidarietà e sottolineando che la vertenza è un esempio di alleanza tra parti sindacali, datori di lavoro (rappresentati da Confindustria) e istituzioni.
Le parole del governatore
“Questa è un’unione di intenti che vuole salvaguardare l’occupazione, ma anche il patrimonio della nostra terra”, ha dichiarato Fedriga ai giornalisti.
Ha ringraziato i lavoratori per la loro battaglia non solo a favore della propria azienda, ma per l’intera comunità, auspicando una soluzione positiva per Electrolux e i suoi lavoratori. Il messaggio, infatti, va oltre il singolo stabilimento: è una difesa della dignità del lavoro in una zona dove la fabbrica rappresenta una vetrina economica e sociale.
Il discorso di Mattarella: cultura, libertà e diritti
Nel suo intervento, il presidente ha evidenziato come la festa del libro sia un’arena di libertà capace di opporsi alle tendenze illiberali che minacciano la democrazia a livello globale. Ha ricordato che la scheda elettorale è stata l’arma disarmata del confronto legittimo dopo la dittatura, e che il dialogo tra culture e idee è il vero motore della storia. Mattarella ha citato personaggi come Manzoni, Bobbio, Pasternak e Mandela, sottolineando come il dissenso sia il segno distintivo di una società democratica.
Il capo dello Stato ha inoltre rimarcato che la battaglia dei diritti è ancora lontana dal termine, avvertendo che l’impulso democratico non deve poter essere soffocato. Il suo messaggio è stato accolto con applausi, rafforzando il legame tra cultura e impegno civico, un tema che ha trovato eco nella presenza dei lavoratori di Electrolux, anch’essi impegnati nella difesa dei propri diritti.
