Il voto parlamentare, definito da Vladimir Putin come una verifica del sostegno popolare alla guerra in Ucraina ha raggiunto il suo terzo e ultimo giorno la domenica scorsa. Si tratta della prima votazione a livello di State Duma dal lancio dell’offensiva russa di, e il risultato è destinato a essere usato dal Cremlino per dimostrare che la popolazione resta al fianco del presidente e delle forze armate.
Il contesto è quello di un conflitto che è già al quinto anno privo di segni di conclusione. Le autorità hanno presentato le elezioni come una manifestazione di unità nazionale di fronte a quella che chiamano “operazione militare speciale”, mentre la stampa indipendente è stata dichiarata “indesiderabile” e gli oppositori perseguitati per ogni accenno a disinformazione o critiche all’esercito.
Il voto del 3° giorno: un test di legittimazione per Putin
Il conteggio preliminare, previsto per le 18:00 GMT della domenica, è stato introdotto da Putin nella sua trasmissione televisiva con la frase: “La vostra scelta e la vostra volontà dimostreranno ancora una volta che milioni di persone sostengono i nostri soldati”.
La leadership di United Russia si presenta come la forza dominante, e le autorità intendono presentare i risultati come prova tangibile di approvazione pubblica sia delle politiche interne sia della condotta militare all’estero.
Opposizione limitata e intimidazioni legali
Molti candidati anti-guerra sono stati esclusi dalla scheda elettorale; i rimanenti, provenienti dal partito liberale Yabloko hanno subito pressioni dopo che le corti hanno condannato a lunghe pene detentive due figure senior del partito per aver espresso opinioni considerate illegali sul conflitto. Alcuni politici dell’opposizione hanno anche temuto ritorsioni in seguito a una presunta aggressione contro Yelena Astanina, responsabile elettorale nella zona di Zaporizhzhia, citata da Putin come prova di interferenze ucraine.
Rischi di impatto politico ed economico
Secondo il think-tank tedesco NEST, guidato dall’ex imprenditore critico del Cremlino Mikhail Khodorkovsky, la pressione economica interna e il malcontento crescente potrebbero spingere gli elettori verso partiti di opposizione sistemica come il Partito Comunista e New People i quali, pur votando in linea con United Russia su temi chiave, potrebbero sottrarre voti preziosi al partito al potere. Un eventuale calo di supporto potrebbe indebolire la narrativa di Putin sul sostegno popolare, complicando ulteriormente le strategie economiche del governo.
Nel frattempo, le autorità russe hanno denunciato un attacco informatico al sistema di voto online di Mosca, mentre Kiev, già sotto legge marziale, ha definito le elezioni russe una “pseudo-elezione”. Le tensioni tra le due nazioni, unite a un clima di censura interno, rendono questa tornata elettorale una delle più controverse degli ultimi decenni.
