Il 19 settembre 2026 il presidente del Movimento 5 Stelle, giuseppe conte, è salito sul palco di Nova per presentare il progetto che intende sottoporre al tavolo della coalizione di centrosinistra. In quell’occasione ha affermato: "Questo mandato mi onora e mi responsabilizza e cercherò di assolverlo con la massima determinazione, fermezza e chiarezza, non pensate che sia disponibile a diluirlo" segnando il rifiuto di compromessi su qualsiasi punto del programma.
Il discorso si è chiuso con un avvertimento chiaro: non c’è spazio per il “vivacchiare della politica”. Conte ha ricordato a tutti i presenti di conoscerlo bene, insinuando che il suo approccio rigoroso sia ormai parte integrante della sua identità politica.
Il programma “Nova” in venti punti: priorità e limiti
Il documento presentato a Nova si articola in venti punti che spaziano dalla riforma fiscale a quella della giustizia, passando per la tutela ambientale e la trasparenza amministrativa.
Ogni punto è stato costruito per essere irrinunciabile nella successiva trattativa di coalizione, con l’obiettivo di evitare che, una volta formata l’alleanza, si manifestino deviazioni o “diluizioni” rispetto a quanto concordato. Tra i temi più delicati, Conte ha sottolineato la volontà di non aumentare le spese militari e di perseguire una politica estera più equilibrata.
Stop alle armi per l’Ucraina: la condizione imprescindibile
Una delle richieste più nette di Conte riguarda l’intervento militare russo in Ucraina. Il leader del M5S ha dichiarato: "Non può essere che, se Schlein vince le primarie, poi si mandino armi a Kiev" rendendo chiaro che il stop all’invio di armi all’Ucraina deve essere inserito nel programma di governo. Secondo Conte, qualsiasi continuazione del sostegno armato rischierebbe di trasformare la coalizione in una “escalation militare” capace di avvicinare l’Europa a un terzo conflitto mondiale.
Il ruolo diplomatico dell’Unione europea
Parallelamente, Conte ha chiesto all’Unione europea un impegno più deciso sul piano diplomatico, affinché l’UE possa assumere una funzione negoziale più forte nei confronti di Mosca e dei paesi dell’area.
Le tensioni con il Partito Democratico e il ruolo di Matteo Renzi
Il discorso di Conte non è stato privo di riferimenti al Partito Democratico. Con una percentuale di 20 % di voti, il PD è indicato come una forza da considerare seriamente, ma non a tutti i costi. Conte ha avvertito che dare centralità a chi “ha il 20 %” sarebbe una “follia”. Inoltre, ha richiamato alla memoria la divergenza con Matteo Renzi, definendola “un problema per il futuro della coalizione”.
Il leader pentastellato ha quindi tracciato una linea di demarcazione netta: se il programma di governo non includerà la clausola sul blocco delle armi all’Ucraina, la collaborazione con il centrosinistra potrebbe incrinarsi. Allo stesso tempo, ha invitato i futuri leader del PD a considerare seriamente le sue richieste, altrimenti rischierebbe di diventare un “sabotatore” all’interno di un’alleanza altrimenti necessaria.
