Una maggiore progressività dell’Irpef, interventi contro il fiscal drag, una exit tax sui grandi patrimoni trasferiti all’estero e un contributo sugli extraprofitti. Sono alcune delle proposte contenute nel programma in 20 punti del Movimento 5 Stelle sottoposto al voto degli iscritti nell’ambito di Nova 2026. Il documento interviene anche sul sostegno alle imprese, prevedendo un grande piano di investimenti, un fondo nazionale per la crescita e una Banca pubblica dedicata alla capitalizzazione delle Pmi.
Il capitolo economico e fiscale punta, secondo il programma, a spostare progressivamente il peso del prelievo dai redditi da lavoro e d’impresa verso le rendite finanziarie considerate speculative e verso i settori caratterizzati da rendite eccezionali. Tra le misure figurano anche interventi contro l’evasione e il contrasto ai paradisi fiscali.
Dalla exit tax agli extraprofitti: le proposte sul fisco
Tra le misure inserite nel quinto punto del programma c’è una exit tax sui grandi patrimoni nel caso di trasferimento della residenza all’estero. Il documento propone inoltre di interrompere la deducibilità delle royalties destinate a paradisi fiscali e di escludere dagli appalti pubblici le cosiddette “società opache“. Sul fronte dell’Irpef, il programma non propone una riforma complessiva dell’imposta, ma una maggiore progressività attraverso l’ampliamento degli scaglioni e della no tax area.
Viene inoltre ipotizzata l’introduzione di crediti d’imposta cedibili, programmati, tracciabili e rimborsabili anche per gli incapienti. Un altro intervento riguarda il fiscal drag, cioè l’aumento del prelievo fiscale che può verificarsi quando i redditi crescono per effetto dell’inflazione senza un corrispondente aumento del potere d’acquisto. Il M5S propone meccanismi automatici per neutralizzarne gli effetti.
Nel documento trova spazio anche un contributo sugli extraprofitti realizzati nei settori caratterizzati da rendite eccezionali dovute a fenomeni esterni straordinari o a posizioni dominanti. Tra i comparti indicati figurano energia, banche, assicurazioni, industria bellica e grandi piattaforme digitali. Il programma prevede inoltre un prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie, con soglie elevate ed esclusioni per il piccolo risparmio, la previdenza e i titoli di Stato. A livello europeo viene indicata la necessità di armonizzare la tassazione dei capitali, contrastare i paradisi fiscali e arrivare a una tassazione comune sulle grandissime fortune e sulle multinazionali.
Fondo per la crescita e Banca pubblica per le Pmi
Per sostenere l’economia reale, il programma propone un fondo nazionale per la crescita destinato a mobilitare volontariamente risparmio privato e capitale istituzionale verso innovazione, infrastrutture, transizione tecnologica e filiere industriali. Lo strumento dovrebbe operare attraverso equity, garanzie, venture capital, debito e forme di condivisione del rischio. Al fondo dovrebbe affiancarsi una Banca pubblica per la capitalizzazione delle Pmi, con l’obiettivo dichiarato di favorire la patrimonializzazione e la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese. Il programma ipotizza garanzie pubbliche selettive e parziali su obbligazioni, minibond e altri strumenti finanziari, anche attraverso forme di cogaranzia con banche e investitori istituzionali.
L’obiettivo indicato nel documento è facilitare l’accesso delle Pmi al mercato dei capitali e ridurne la dipendenza dal credito bancario. Tra le altre proposte figurano incentivi per favorire la crescita dimensionale, la patrimonializzazione e le aggregazioni tra imprese. Il programma dedica infine un passaggio specifico alla semplificazione. Viene proposta la riduzione dei costi amministrativi e l’introduzione di un nuovo Statuto per le imprese, pensato come quadro giuridico per favorire attività produttive, occupazione e innovazione. Tra gli strumenti indicati ci sono uno sportello unico digitale, la semplificazione degli adempimenti, maggiore certezza sui tempi delle autorizzazioni, agevolazioni per gli utili reinvestiti e incentivi per ricerca, sviluppo e formazione. Si tratta, dunque, di un insieme di proposte programmatiche che intervengono sia sulla struttura del sistema fiscale sia sulle modalità di finanziamento e crescita delle imprese, con particolare attenzione alle Pmi.
