Il caro carburanti torna a pesare sui bilanci delle famiglie e delle imprese. In autostrada il gasolio in modalità servito arriva a sfiorare i 2,90 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria vengono segnalati prezzi che in alcuni casi superano i 3,10 euro. A crescere sono anche i costi del carburante per gli aerei, con un aumento medio del 18% nell’arco di due settimane.
Gli effetti delle tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran si stanno così riflettendo sui mercati energetici e, a cascata, su trasporti e altri beni e servizi. Il Codacons, che ha monitorato i listini comunicati dai gestori al ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiede al Mimit di verificare alcune delle quotazioni più elevate.
L’associazione segnala inoltre che l’Antitrust, dopo un proprio esposto, non avrebbe rilevato irregolarità nella formazione dei prezzi alla pompa.
Diesel fino a 2,90 euro e rincari per gli autotrasportatori
Secondo i dati diffusi dal Codacons il 19 settembre, in alcune aree delle autostrade A11, A12 e A21 il gasolio servito raggiunge quota 2,899 euro al litro.
Complessivamente, sono 13 le autostrade sulle quali l’associazione segnala prezzi superiori a 2,80 euro. Situazione ancora più elevata per alcuni impianti della rete ordinaria. A Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, viene indicato un prezzo di 3,189 euro al litro per il diesel normale. In sei distributori Ip della provincia di Cuneo, invece, il prezzo segnalato arriva a 3,103 euro. Il Codacons chiede però di accertare se si tratti di prezzi realmente applicati alla clientela oppure di eventuali errori nella trasmissione dei dati al ministero.
Il rincaro del carburante incide pesantemente anche sulle imprese di autotrasporto. Secondo Confartigianato, da febbraio a oggi il maggiore costo avrebbe raggiunto mediamente 11.200 euro per ciascun camion di un’impresa del settore. Sul fronte del trasporto aereo, il rapporto settimanale di Eurocontrol relativo al periodo compreso tra il 7 e il 13 settembre evidenzia un’altra forte crescita. L’11 settembre il prezzo medio del carburante per aerei ha raggiunto 4,58 dollari al gallone, con un aumento del 18% rispetto alle due settimane precedenti, tornando vicino ai livelli massimi registrati ad aprile.
Dall’energia ai viaggi: rincari su molti beni e servizi
L’aumento dei costi energetici si inserisce in un quadro più ampio di rincari che, secondo uno studio del Crc-Assoutenti, coinvolge numerosi beni e servizi rispetto a febbraio. Tra gli incrementi più marcati figurano alcuni prodotti informatici: schede di memoria e chiavette Usb registrano un aumento del 58,5% in sei mesi, mentre gli accessori per l’informazione e la comunicazione, tra cui caricabatterie, power bank e cavi, segnano un +27%. Particolarmente significativo anche l’aumento dei costi dei trasporti. Le tariffe dei traghetti risultano in crescita del 54,2%, mentre i voli intercontinentali costano il 36,7% in più rispetto a febbraio. Per i collegamenti aerei europei l’incremento è del 26,5%, mentre per quelli nazionali raggiunge il 24,6%.
Sul fronte dell’energia, il gasolio da riscaldamento aumenta del 31,6% e il gas naturale distribuito attraverso la rete del 27,8%. Gli effetti, secondo lo studio, arrivano anche sui prodotti alimentari, in particolare frutta e verdura. Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc, attribuisce al conflitto in Medio Oriente un ruolo nella crescita dell’inflazione italiana. Secondo la sua analisi, l’impatto sull’indice dei prezzi al dettaglio sarebbe pari al 2,8%. A parità di consumi, l’aggravio potenziale arriverebbe a 926 euro l’anno per famiglia. Se i prezzi dovessero rimanere sui livelli attuali, sostiene ancora Truzzi, il costo complessivo del conflitto per le famiglie italiane potrebbe raggiungere entro la fine dell’anno 24,6 miliardi di euro.
