L’INPS ha annunciato l’avvio di una verifica sistematica sulle domande di assegno unico presentate per il 2026. La procedura nasce dalla scoperta di incongruenze nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) relative ai redditi dichiarati, che potrebbero compromettere la corretta erogazione delle prestazioni sociali.
Campagna informativa e possibili rideterminazioni a settembre
Secondo il comunicato interno dell’Istituto, i soggetti che hanno presentato una DSU per ottenere l’attestazione ISEE corrente saranno contattati nei prossimi giorni.
L’avviso prevede che, in assenza di un ISEE valido, l’importo mensile dell’assegno unico potrà essere temporaneamente rideterminato a partire da settembre 2026, in conformità alle disposizioni normative. Per chi non ha presentato l’ISEE, la mensilità di luglio era fissata a 58 euro per figlio, valore che può variare in base alla nuova valutazione dei redditi.
Come verranno informati i beneficiari
Le comunicazioni saranno inviate direttamente tramite i canali tradizionali dell’INPS (posta elettronica certificata, lettera raccomandata o SMS). Il messaggio specificherà le eventuali discrepanze riscontrate e le modalità per regolarizzare la posizione, indicando i termini entro i quali è possibile fornire documentazione integrativa.
Dati di: fasce ISEE e importi erogati
Nel periodo -, sono stati beneficiati 6.118.775 nuclei familiari corrispondenti a 9.652.838 figli.
L’importo medio per figlio a, comprese le maggiorazioni previste, è stato di 177 euro. La gamma di erogazione varia da 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima di 46.582,71 euro, fino a 227 euro per la fascia di ISEE più bassa (fino a 17.468,51 euro).
Distribuzione per fasce di reddito
Quasi 4,8 milioni di figli (poco meno della metà del totale) rientrano nella fascia di ISEE più bassa, mentre il restante 5,0 milioni si trovano in fasce di reddito più elevate. Questa distribuzione evidenzia come la maggior parte dei beneficiari percepisca un importo compreso tra i 58 euro e i 177 euro, con un graduale aumento man mano che il reddito familiare diminuisce.
Impatto finanziario dei pagamenti nel 2026
Il comunicato del 16 settembre 2026 indica che, nei primi sette mesi dell’anno, l’assegno unico ha richiesto una spesa complessiva di 11,6 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 19,8 miliardi già erogati nel 2025. Questi valori confermano la rilevanza del programma a livello di bilancio pubblico e la necessità di controllare accuratamente l’assegnazione per tutelare le risorse.
Conseguenze delle rideterminazioni
Se le verifiche confermeranno le discrepanze, le famiglie interessate vedranno modificati gli importi delle mensilità a partire da settembre 2026. In tal caso, l’INPS potrà richiedere la restituzione di somme erogate in eccesso o adeguare i pagamenti futuri, garantendo così la correttezza del sostegno economico e la salvaguardia del fondo nazionale.
