Una piccola rivoluzione interessa IMU e TARI: la riforma della fiscalità locale introduce nuove regole, accorcia alcuni termini per le comunicazioni e modifica il sistema delle sanzioni. Le novità, già in parte operative, coinvolgono milioni di proprietari e contribuenti e rendono fondamentale conoscere scadenze e nuovi adempimenti per evitare errori e costi aggiuntivi.
IMU, dichiarazione solo online: cosa cambia per proprietari e contribuenti
La riforma della fiscalità locale entra nella fase operativa con il decreto legislativo 147/2026, entrato in vigore il 12 agosto e ripubblicato con le relative note in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre. Il provvedimento interviene su diversi aspetti dei tributi comunali, con l’obiettivo di rendere più semplici e digitali gli adempimenti per cittadini ed enti locali.
Per l’IMU, la principale novità riguarda proprio le modalità di comunicazione: la dichiarazione dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica, sia dalle persone fisiche sia dai soggetti giuridici. Il termine ordinario resta fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante ai fini dell’imposta.
La digitalizzazione, tuttavia, non significa che tutti i proprietari siano obbligati a presentare una nuova dichiarazione ogni anno. Per i soggetti diversi dagli enti non commerciali, infatti, la dichiarazione continua a essere valida negli anni successivi, fino a quando non cambiano gli elementi che incidono sull’ammontare dell’imposta. Gli enti non commerciali, invece, sono tenuti alla presentazione annuale.
Il decreto interviene anche sui casi di controversia relativa alla rendita catastale DOCFA. Se il valore dell’immobile viene contestato davanti alla giustizia tributaria, il contribuente continua a versare l’IMU sulla base della rendita già attribuita, in attesa della decisione definitiva. Una volta concluso il procedimento, sarà possibile effettuare il conguaglio: se sono state versate somme superiori al dovuto, il proprietario potrà chiederne la restituzione; se, al contrario, la rendita definitiva sarà più elevata, il Comune potrà recuperare la differenza, con gli interessi ma senza l’applicazione di penalità. Per accertamenti e rimborsi il termine arriva al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui passa in giudicato la sentenza che definisce la controversia. La disciplina punta così a evitare che la durata del contenzioso faccia scadere i termini prima che venga stabilito in modo definitivo il valore catastale dell’immobile.
TARI, 90 giorni per comunicare le variazioni e nuove sanzioni dal 2027
Cambiano anche le regole sulla TARI, soprattutto per quanto riguarda i tempi delle comunicazioni. La dichiarazione dovrà essere presentata entro 90 giorni dall’evento che modifica la situazione rilevante ai fini del tributo, come l’occupazione di un’abitazione o di un altro immobile soggetto alla tassa. Il nuovo termine rende l’adempimento molto più ravvicinato rispetto al passato, quando la comunicazione poteva arrivare entro giugno dell’anno successivo. Rientrano tra le situazioni da comunicare anche alcune variazioni che incidono sulla posizione del contribuente, compreso il numero delle persone che compongono il nucleo familiare. L’obiettivo è permettere ai Comuni di disporre di banche dati più aggiornate e di calcolare il tributo sulla base di informazioni il più possibile aderenti alla situazione reale.
Un’altra parte della riforma riguarda il sistema delle sanzioni, con modifiche destinate a produrre effetti dal 1° gennaio 2027. In caso di dichiarazione completamente omessa, la sanzione sarà pari al 100% dell’imposta non versata, mentre per una dichiarazione presentata ma contenente dati inesatti la percentuale scenderà al 40%, con un importo minimo fissato a 50 euro.
Le nuove regole riguarderanno IMU e TARI e anche il prelievo sui pernottamenti e il relativo contributo. Il decreto punta quindi a rendere più prevedibile il trattamento delle violazioni, accompagnando la riduzione di alcuni adempimenti con una maggiore attenzione alle scadenze. La direzione generale della riforma è quella della digitalizzazione: meno passaggi burocratici e procedure più uniformi, ma anche la necessità per i contribuenti di comunicare tempestivamente ogni cambiamento e verificare con attenzione i dati prima dell’invio.
