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Raduno di Pontida: la Lega affronta crisi di unità e richieste dei governatori

Raduno di Pontida: la Lega affronta crisi di unità e richieste dei governatori

Pontida diventa il palcoscenico di un acceso dibattito interno alla Lega, tra gli appelli di Salvini e le critiche dei governatori settentrionali.

Il tradizionale raduno in piazza del Carroccio a Pontida, nel cuore del bergamasco, è iniziato il 19 settembre 2026 sotto il segno di una forte tensione interna. Il pratone ha accolto migliaia di simpatizzanti, ma anche cartelli provocatori come “Salvini traditore, ridacci la Lega” e slogan contro il ministro dei Trasporti, segnalando una spaccatura evidente all’interno del movimento.

Il discorso di Matteo Salvini: un appello all’unione

Dal palco, il segretario Matteo Salvini ha ribadito che “la Lega vince solo se è forte, se è unita e libera e coraggiosa da nord a sud”. Ha aggiunto che la vittoria richiede “coraggio, determinazione e pazienza”, invitando i presenti a non mollare e a rimboccarsi le maniche di fronte a difficoltà e critiche.

Salvini ha sottolineato la sua lunga appartenenza al partito, citando la tessera dal 1990 e le esperienze sul Monviso, sul Po e a Venezia, per far trasparire continuità e radicamento.

Le proteste e le richieste dei governatori del Nord

Parallelamente, i governatori delle regioni settentrionali – Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Maurizio Fugatti (Trentino) e Luca Zaia (presidente del Consiglio regionale del Veneto) – hanno espresso la necessità di un “cambio di passo”.

In una riunione preliminare a Roma e Milano, hanno chiesto modifiche allo statuto del Carroccio, ipotizzando un modello più federale che potesse includere una Lega Nord, Sud e Centro o, quantomeno, una “associazione del Nord” capace di dare nuova linfa al movimento.

Il ruolo di Massimiliano Romeo e la risposta di Claudio Durigon

Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo figura chiave del federale lombardo, ha presentato proposte concrete durante l’incontro a Lazzate (MB) dove ha lanciato il libro “Fare la Lega – Agenda per il rinnovamento”. Romeo ha dichiarato di aver offerto “soluzioni e proposte” al segretario, lasciando poi a Salvini la decisione finale. Il vicesegretario Claudio Durigon ha rassicurato sulla disponibilità a un confronto sereno e ha sottolineato che la discussione si svolgerà “nelle giuste maniere per il bene del partito”.

Le tensioni tra i giovani della Lega

Il segmento giovanile non è rimasto indifferente. Il coordinatore federale Luca Toccalini è stato criticato dal direttivo della Lega Giovani lombarda per aver proposto Christian Colombo come vice a Pontida, decisione percepita come “calata dall’alto e priva di condivisione”. Molti giovani hanno espresso il proprio dissenso indossando magliette blu con la scritta “Io sto con Salvini”, ma anche con cartelli che denunciano la “Mafia” nel trasporto pubblico. Questo clima di agitazione ha spinto gli organizzatori a dedicare il sabato al programma giovanile, con la presenza di ministri come Giuseppe Valditara e Alessandra Locatelli.

Programma del raduno e omaggio a Umberto Bossi

Sabato, il focus è stato sulla partecipazione dei giovani e su interventi di ministri e presidenti regionali, tra cui Alberto Stefani presidente del Veneto. Domenica, la cerimonia di chiusura sarà affidata a Salvini, anche se non è ancora chiaro se parteciperanno tutti i governatori. Un momento solenne è stato riservato al ricordo di Umberto Bossi fondatore della Lega, con suoni di cornamuse e la possibilità di un ritorno del “Va, pensiero”, simbolo storico della Padania per i leghisti.

L’atmosfera è quindi caratterizzata da un’alternanza tra esortazioni a rimanere uniti e manifestazioni di insoddisfazione, mentre la Lega si prepara alle elezioni politiche dell’anno prossimo. Il futuro del partito dipenderà dalla capacità di coniugare le richieste di autonomia territoriale avanzate dai governatori con il messaggio di unità proclamato dal segretario.

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