Durante l’Ecofin informale tenutosi a Dublino, il commissario europeo all’economia Valdis Dombrovskis ha risposto a una domanda sul possibile utilizzo dei risparmi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per finanziare l’esenzione dal bollo auto prevista per le elezioni. La risposta, pur breve, ha suscitato un notevole interesse in Italia, dove il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva già annunciato l’intenzione di coprire parte della spesa con i fondi non ancora impiegati del Pnrr.
Dombrovskis spiega la flessibilità dei pagamenti Pnrr
Il commissario ha precisato che il meccanismo di erogazione dei fondi della Recovery and Resilience Facility è basato sui risultati raggiunti, non sui costi sostenuti. «Gli Stati concordano i Pnrr con una serie di investimenti e riforme e noi valutiamo se siano stati effettivamente realizzati. Se gli obiettivi sono raggiunti, vengono erogati», ha affermato Dombrovskis.
Questa modalità, ha aggiunto, può creare un margine di liquidità perché il flusso delle uscite dell’Unione europea non deve coincidere con quello delle spese nazionali. In pratica, i pagamenti potrebbero essere anticipati rispetto al momento in cui lo Stato utilizza le risorse, o viceversa.
Il concetto di “strumento basato sui risultati”
Secondo Dombrovskis, il “non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati” significa che la Commissione non controlla direttamente come lo Stato impieghi i fondi, ma verifica la realizzazione delle tappe programmate.
Quando una tappa è completata, viene sbloccato il relativo importo. Questo approccio consente di riciclare eventuali risparmi derivanti da obiettivi ridimensionati, purché gli Stati dimostrino che le riforme e gli investimenti sono stati effettivamente messi in atto.
Il progetto italiano di esenzione dal bollo auto
Il decreto legge pubblicato giovedì sera sulla Gazzetta ufficiale prevede che 1,46 miliardi di euro, recuperati grazie a risparmi sul debito del Pnrr, costituiscano la parte preponderante della copertura totale di 2,362 miliardi di euro prevista. La misura consiste nell’eliminazione totale o parziale del bollo per auto e moto nell’anno elettorale, una decisione che la maggior parte dei partiti ha interpretato come un incentivo diretto agli elettori.
Interpretazione di Giorgetti e risposta della Commissione
Giancarlo Giorgetti aveva sostenuto che i risparmi derivanti da una revisione del Pnrr – cioè risorse che non possono più essere ricollocate perché il termine per il loro reinvestimento è scaduto – possono essere destinati alla riduzione del gettito fiscale legato al bollo. Dombrovskis, interrogato sulla “tecnicità” di tale operazione, ha riconosciuto che “esiste un certo margine in termini di gestione della liquidità” e ha suggerito di esaminare più attentamente le dichiarazioni del ministro per accertare la piena coerenza con le regole UE.
Implicazioni per la finanza pubblica italiana
Se la Commissione dovesse confermare la possibilità di utilizzare i fondi non spesi del Pnrr per l’esenzione, l’Italia otterrebbe una maggiore flessibilità di cassa, soprattutto in vista delle spese elettorali. Tuttavia, la discrepanza tra flusso dei pagamenti UE e flusso dei costi nazionali richiede una gestione attenta per evitare squilibri di bilancio. Inoltre, l’uso di risorse destinate a riforme strutturali per una misura fiscale potrebbe sollevare dubbi sulla coerenza con gli obiettivi di resilienza economica fissati dal piano.
La risposta italiana dipenderà dalla capacità di dimostrare che i risparmi sono realmente disponibili e che il loro impiego per l’esenzione dal bollo non compromette gli impegni di riforma presi nell’ambito del piano di ripresa.
