Alle prime ore di domenica mattina, Scott Bessent Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, e il vice premier cinese He Lifeng hanno avviato un tavolo di negoziazione presso la sede di JPMorgan Chase a Manhattan. L’incontro, a cui ha partecipato anche il rappresentante del commercio statunitense Jamieson Greer si colloca a quattro giorni dal previsto summit tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping alla Casa Bianca.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare le condizioni per un discorso costruttivo tra i due capi di Stato, affrontando temi che vanno dal commercio alle nuove tecnologie.
Incontro a Manhattan: protagonisti e contesto
La riunione si è tenuta nell’ufficio centrale di JPMorgan Chase a New York City simbolo della potenza finanziaria mondiale. Oltre a Bessent e He ha partecipato Jamieson Greer responsabile delle trattative commerciali per il governo americano.
I tre hanno affermato di volere dialoghi “focused, fulsome and constructive” per gettare le basi di un incontro tra i loro leader. La pressante scadenza del trattato commerciale – valido fino al 10 novembre – ha spinto le parti a discutere immediatamente le condizioni di rinnovo, priorità per entrambe le economie.
Agenda: da tariffa al truce fino al 10 novembre
L’accordo, firmato a Busan lo scorso novembre, ha fissato i dazi su beni cinesi al 20 percento evitando una escalation che avrebbe potuto portare i dazi a tre cifre. Il truce è considerato fragile perché dipende dal rispetto di impegni presi da Pechino su esportazioni e pratiche commerciali. Washington, dal canto suo, vuole garantire che la Cina ripristini rapidamente il flusso di minerali critici in particolare i magneti al neodimio, essenziali per l’industria automobilistica e per i semiconduttori avanzati.
Questioni emergenti: IA, minerali critici e pressione su Iran
Oltre alla tradizionale agenda commerciale, le discussioni hanno dedicato ampio spazio all’intelligenza artificiale. Bessent ha proposto l’introduzione di “guardrails” per contenere i rischi connessi a modelli di AI potentissimi, sia in ambito open-weight sia closed-weight. L’interesse statunitense è evidente: le imprese americane come OpenAI e Anthropic mantengono una leadership tecnologica, ma la Cina continua a sviluppare modelli aperti che risultano più economici per alcune aziende occidentali.
Intelligenza artificiale e rischi condivisi
Le parti hanno discusso la necessità di impedire che modelli avanzati cadano in mani di attori non statali maligni. Bessent ha sottolineato che gli Stati Uniti rimangono “leader in AI” ma sono disposti a collaborare per evitare una bifurcazione dei sistemi. Il dibattito ha toccato anche la questione dei chip avanzati, con Washington che mantiene restrizioni su componenti considerati sensibili per la sicurezza nazionale.
Minerali strategici e la sfida dei rare-earth
La dipendenza dalla Cina per i rare-earth è una delle principali preoccupazioni di Washington. Pechino, che controlla gran parte dell’offerta globale, ha già mostrato segni di riluttanza nel mantenere flussi costanti, nonostante le promesse incluse nel truce. Gli Stati Uniti hanno espresso insoddisfazione, definendo la performance di Pechino “not up to par”, e hanno richiesto garanzie più solide per il futuro approvvigionamento di questi minerali, fondamentali per le auto elettriche, i sistemi di difesa e le apparecchiature di rete.
Prospettive e aspettative degli analisti
Nonostante l’agenda ricca, gli esperti non si attendono una svolta epocale. L’analista di commercio Anna Ashton ha commentato che, sebbene i leader vogliano mostrare risultati tangibili, le probabilità di un “breakthrough” sono limitate e lo status quo rimane la più probabile conclusione. Anche l’ex vice-segretario di Stato Kurt Campbell ha avvertito che il miglior risultato a breve termine è mantenere la truce attiva per l’intero anno. Le trattative rappresentano il culmine di incontri continui degli ultimi 16 mesi finalizzati a stabilire un terreno comune prima del summit tra Trump e Xi.
